Area di risulta, sì al parco e al palaeventi

Approvato il piano per riqualificare i tredici ettari con un’area verde, un edificio culturale e duemila posti auto nei silos
PESCARA. Dopo trent’anni di attesa, Pescara fa un primo passo importante per riqualificare i 13 ettari delle aree di risulta, il cuore della città. Ieri il consiglio comunale, dopo una decina di sedute per esaminare emendamenti, alcune delle quali andate a vuoto, è riuscito finalmente ad adottare la delibera contenente il progetto preliminare e lo studio di fattibilità per sistemare quell’enorme spazio usato per decenni solo come parcheggio e stazione dei bus.
IL PROGETTO. Per il futuro si prevedono un enorme parco centrale di 7 ettari; parcheggi a silos, a nord e a sud e interrati, per 1.940 posti auto; due palazzine, una davanti al Bingo e l’altra nella parte sud dell’area, con appartamenti, negozi e uffici; via Bassani e Pavone in parte interrata con il terminal bus nel sottosuolo; un edificio culturale da realizzare con i 4,5 milioni prelevati dal fondo stanziato per completare il Museo del mare. Edificio che potrebbe assumere la forma di un palaeventi o di un auditorium: lo si deciderà, forse, con un sondaggio. L’investimento previsto è di 42 milioni. È un primo passaggio, perché ora si apre la fase delle osservazioni, che potranno essere presentate da cittadini, imprese e associazioni di categoria, poi da discutere e approvare in aula prima del voto finale della delibera. Infine, si farà il bando per la ricerca di un privato disposto a realizzare le opere. Si tratta comunque di una svolta storica salutata, ieri al termine del consiglio, con un applauso da parte dei consiglieri di maggioranza.
LA PROTESTA. Ma il progetto, seppur con qualche piccola modifica da inserire sulla base di un accordo tra amministrazione comunale e alcune associazioni di commercianti e artigiani (Confesercenti, Cna, Confartigianato, Upa-Claai), tradotto in un ordine del giorno approvato ieri, continua a dividere la città.
Ieri, in consiglio comunale, si sono presentati i rappresentanti di alcune associazioni dei commercianti, come Viviamo Pescara di cui è presidente Marina Dolci, per chiedere di essere ricevuti dal sindaco Marco Alessandrini per consegnarli oltre 200 firme contro il progetto, raccolte solo in due ore alla vigilia del consiglio. Il sindaco non ha ricevuto i commercianti, ha avuto solo un breve dialogo con loro, durante il consiglio, che però non è servito a chiarire le posizioni divergenti. «Non si può dire sempre no a tutto», ha detto Alessandrini ricordando i punti dell’accordo con le altre associazioni. I commercianti hanno abbandonato l’aula indignati per non essere stati ascoltati.
IL VOTO. Il consiglio è poi proseguito con l’esame degli ultimi emendamenti dell’opposizione, tutti bocciati e con la votazione della delibera. Il voto sul provvedimento si è concluso con 16 sì del centrosinistra e 12 no dell’opposizione. Ha votato contro anche Riccardo Padovano (gruppo misto). Assenti quattro consiglieri della maggioranza.
Grande soddisfazione è stata espressa da Alessandrini. «Il punto più importante e strategico del mio mandato entra in una fase operativa su una riqualificazione che la città aspetta da oltre trent’anni», ha commentato, «in due giorni abbiamo toccato due traguardi, le Norme tecniche del Prg e le aree di risulta».
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