Ariston, operazione salvataggio

11 Settembre 2014

Gruppo di cittadini mobilitato per dare vita a una nuova gestione

PENNE. I cittadini di Penne si associano e tentano di salvare il cinema Ariston dalla chiusura. Dopo i ripetuti appelli della passata gestione - l’associazione La Fenice - coordinata da Mario Colazzilli, numerosi pennesi si sono riuniti in due assemblee pubbliche per valutare la possibilità di costituire un nuovo soggetto gestore, sempre in forma associativa, con un organigramma più articolato che permetta una partecipazione a più livelli.

L’associazione che si chiamerà, nelle intenzioni del gruppo promotore, Ariston, prevede 4 tipi di soci: fondatori che a oggi sono già oltre 15, sostenitori senior, junior e ordinari, classificati in base alle quote associative.

Le quote che vanno, in proporzione, dai 200 ai 20/30 euro, sono popolari e alla portata di tutti. I soci formeranno di diritto, al momento della sottoscrizione, l’assemblea dei soci.

L’assemblea eleggerà quindi un consiglio direttivo, che a sua volta nominerà un cda. Il direttivo eleggerà anche due comitati: uno amministrativo e uno artistico e tecnico. I due comitati poi formeranno dei gruppi di lavoro che si occuperanno rispettivamente delle varie attività della struttura.

«Questo tipo di organizzazione», commentano i promotori dell’iniziativa, «oltre ad assicurare una gestione ottimale del cinema sotto il punto di vista manageriale, assicura la massima partecipazione a tutti. In questo modo ognuno avrà, in base alle proprie attitudini, esperienze e capacità, la consapevolezza di far parte di una associazione amministrata con la massima trasparenza».

L’azione dei cittadini per rilevare il cinema, che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni, è legata anche all’ottenimento definitivo dell’agibilità tramite l’esecuzione di alcuni lavori prescritti dai vigili del fuoco, necessari a rendere la sala fruibile non solo per le proiezioni cinematografiche, ma anche per convegni, teatro e altri eventi. La spesa, di circa 30mila euro, comporterà l'accensione di un mutuo. L'apertura alle altre realtà che svolgono attività diverse dal cinema permetterebbe dunque di rendere economicamente sostenibile la gestione della sala.

Claudia Ficcaglia

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