Arrestati e subito liberi, a Pescara vincono i ladri

13 Novembre 2015

Si moltiplicano i casi in cui le forze dell’ordine individuano i responsabili di colpi che però restano in carcere pochi giorni e poi tornano subito a delinquere

di Flavia Buccilli

PESCARA

I cittadini hanno paura e chiedono risposte alle forze dell'ordine. Vogliono essere tutelati, in casa come nelle attività, e per stare più tranquilli e prevenire furti e rapine in alcuni casi ricorrono alle ronde o alla vigilanza armata. Ma la partita non è così semplice, non è come nei film polizieschi, puntualmente a lieto fine.

Una volta commesso il reato, risalire a ladri o rapinatori e arrestare non è automatico e la conseguenza immediata dell'arresto non è la detenzione in carcere. Alcune volte la scarcerazione è pressoché immediata, altre volte viene applicata la misura degli arresti domiciliari, ma in questo caso il rischio di evasione è altissimo, e per molti un breve periodo di detenzione è seguito da misure cautelari più leggere, spesso e volentieri non rispettate, se non addirittura dal ritorno il libertà. Le vittime si lagnano di questo sistema dalle maglie troppo larghe che sembra prendersi gioco di chi è stato derubato dei propri averi, dentro o fuori casa, con o senza violenza, e si sente poco tutelato, poco protetto.

In un momento in cui vengono segnalati colpi continui, in centro, in periferia e anche nei comuni della provincia, risultano emblematici i casi di alcuni arrestati che, una volta presi, sono tornati presto liberi. E hanno ricominciato a violare la legge.

Alcuni esempi su tutti? Gli episodi più recenti raccontano le gesta di Mohamed Chahid e Driss Elamri, 19 e 20 anni, che la polizia ha acciuffato lunedì pomeriggio nei pressi dell'area di risulta. Avevano appena rapinato un 15enne del suo telefonino, seguendolo su un pullman, e sono stati arrestati e condotti in carcere. Ma non era la prima volta. Elamri era già stato arrestato a maggio con un complice per due episodi identici: aveva portato via i telefonini a due giovani chiedendo di essere pagato per la restituzione ma dopo un periodo ai domiciliari è stato sottoposto all'obbligo di dimora e il 24 ottobre è tornato libero. Tempo 20 giorni e ha commesso la rapina al terminal dei bus, ed è stato di nuovo arrestato. Anche Chahid ha seguito un percorso identico: a luglio è stato bloccato dopo aver messo a segno cinque furti in successione e averne tentati altri due tra i negozi di piazza San Francesco e viale Kennedy, in poche ore. Un raid che ha scosso molto i commercianti ma la risposta è stata immediata perché grazie alle telecamere il marocchino è stato identificato e arrestato. Tra domiciliari e obbligo di dimora è tornato libero anche lui il 24 ottobre e si è rimesso subito in pista, con il suo complice marocchino.

Emblematiche anche le vicende di Samir Elouni, 24 anni. Il 9 gennaio del 2014 è stato arrestato per furto aggravato e il giorno dopo è stato scarcerato e sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si è sentito libero e non ci ha pensato neppure un secondo a come svoltare la giornata: in poche ore ha messo a segno un altro furto ma è stato scoperto e arrestato di nuovo e dopo la convalida è stato sottoposto ai domiciliari.

Un altro esempio di un meccanismo che mostra storture evidenti è quello di Luis David Pollutri, 20 anni, colombiano, preso il 17 settembre per un rapina in abitazione a L'Aquila. Il 5 ottobre ha lasciato il carcere e per lui è stata disposta l'applicazione del braccialetto elettronico. Impossibile procedere, perché non c'erano braccialetti disponibili e così tre giorni fa lui si è allontanato da casa, evadendo dai domiciliari, ed è stato preso solo perché notato in strada da un funzionario di polizia mentre trascinava per un braccio la moglie. Altro arresto, per lui, ed è tornato ai domiciliari.

Anche Luca Fragasso e Eleonora Betti, di 43 e 28 anni, sono stati arrestati a luglio 2014 per evasione dai domiciari (dove erano finiti per questioni di droga) e il giorno dopo sono usciti e hanno effettuato una rapina all’Eurospin, ma sono stati beccati. Non si contano gli arresti per evasione di Emanuele Paolini, 39 anni, fermato a settembre 2014 per la rapina all’Eni Caffè: subito dopo ha raggiunto un record, essendo stato fermato più giorni consecutivi fuori casa e sempre ricollocato ai domiciliari. Ha inanellato una serie arresti per evasione anche Tommaso Ferri, 49 anni, finito ai domiciliari perché ritenuto responsabile di diversi furti in ospedale ma si è sentito libero di circolare in città, fino a quando è stata disposta la detenzione in carcere.

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