Arrestati i rapinatori con il fucile A incastrarli, il cliente-complice

Sono due pescaresi e un romano: il 24 aprile scorso assaltarono la sala scommesse di Santa Teresa A portare i carabinieri sulle loro tracce, l’avventore minacciato e picchiato in maniera «teatrale»
PESCARA. Sono stati individuati e arrestati gli autori della rapina messa a segno la sera del 24 aprile, poco dopo le 23, nella sala scommesse “Jackpot Ideale” di via Maiella a Santa Teresa di Spoltore. Ad agire materialmente erano state due persone, con casco e passamontagna, armate di fucile. A seguito di indagini condotte dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Pescara, coordinati dal tenente Giovanni Rolando, in collaborazione con la polizia locale di Spoltore, guidata da Panfilo D'Orazio, sono finiti in carcere, con l’accusa di concorso rapina aggravata, tre uomini. Due residenti a Pescara e uno a Roma, tutti sui 30 anni e già noti alle forze dell'ordine. I tre, che sono stati rintracciati ieri a Pomezia, sono stati arrestati su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Pescara Antonella Di Carlo, su richiesta del pm Rosangela Di Stefano. Fra loro c’è anche quello che poi è risultato essere un finto cliente, al momento della rapina immobilizzato, colpito a calci e pugni dai banditi e preso in ostaggio. Il tutto per indurre il titolare dell’attività ad aprire la cassaforte all’interno della quale c’erano 15 mila euro.
Grazie alle immagini delle telecamere del locale e della zona, i militari dell’Arma insieme alla polizia locale di Spoltore sono riusciti a ricostruire, attimo per attimo, le fasi dell’assalto, gli spostamenti dei malviventi e i mezzi da loro utilizzati. Ossia un ciclomotore rubato a Pescara, con cui i due che hanno compiuto il colpo si sono dati alla fuga per poi abbandonarlo non distante dalla sala slot. Ma anche un’autovettura, risultata di proprietà del rapinatore romano, parcheggiata negli stessi istanti dell’assalto sempre vicino all'attivita presa di mira. Vettura dalla quale, mezz’ora prima della rapina, è stato visto scendere il presunto cliente preso in ostaggio.
Sin dalle prime indagini, la dinamica del colpo non ha molto convinto gli investigatori. In particolare, non ha convinto, come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, «la condotta» del presunto ostaggio e «una altrettanto eccentrica aggressione dello stesso ad opera di uno dei rapinatori». Da quanto riferito dai testimoni, una volta nella sala slot uno dei banditi si è diretto verso l’avventore, che aveva un atteggiamento strano, picchiandolo e poi trascindandolo, sotto la minaccia del fucile, per tutto il locale. Sono stati fatti, quindi, degli approfondimenti. L'intera scena «all’insegna della teatralità», come rimarcato dallo stesso giudice per le indagini preliminari, ripresa dalle telecamere dell'attività, non ha lasciato dubbi sul pieno coinvolgimento anche del cliente. L'incrocio di dati, l’analisi di tabulati telefonici e l'abbigliamento, oltre che la ricostruzione puntuale degli spostamenti, hanno permesso di dare un nome e un volto a tutti e tre i responsabili dell’assalto, che da ieri mattina sono rinchiusi nel carcere di San Donato.

