Arrestati tre finti medici e poliziotti

Si presentavano nelle case con il pretesto di dover controllare le terapie mediche seguite. I colpi messi a segno nel Lazio
MONTESILVANO. Con il trucco del medico che si presentava a casa per la visita a domicilio, hanno truffato e derubato alcuni anziani, portando a casa un bottino consistente, di circa diecimila euro. Ora, però, sono stati identificati e arrestati. Per i carabinieri della compagnia di Cittaducale (Rieti) e di Montesilvano i truffatori sono Rosaria De Rosa, nata a Casalbordino (Chieti) 51 anni, che risiede in provincia di Chieti ma di fatto vive a Montesilvano, Roberto De Rosa, cinquant’anni, nato a Milano e residente a Campobasso, e Sabatino Di Rocco, 28 anni, nato a Popoli e residente a Montesilvano.
L’operazione dei carabinieri, coordinati durante le indagini dalla Procura di Rieti, è scattata all’alba di ieri quando i tre rom sono stati raggiunti nelle rispettive abitazioni. E, una volta notificato il provvedimento di arresto, gli uomini dell’Arma li hanno condotti in carcere.
Proprio dai carabinieri di Montesilvano, coordinati dal capitano Vincenzo Falce, arriva la ricostruzione delle modalità di azione del terzetto, appurate nel corso delle indagini che hanno preso il via a marzo dello scorso anno. I furti messi a segno dal gruppo di origine abruzzese sono avvenuti nei comuni di Castel Sant’Angelo e Petrella Salto (in provincia di Rieti). Per commettere i colpi e raggirare gli anziani, i tre usavano sempre la stessa tecnica. Lo schema seguito dai presunti ladri era questo: nelle prime ore del mattino si presentavano nelle abitazioni delle vittime, dopo aver accertato che fossero sole in casa e quindi maggiormente vulnerabili.
La donna, Rosaria De Rosa, sempre in base alla ricostruzione dei carabinieri, si qualificava come un medico della Asl. E spiegava a chi apriva la porta di essere stata inviata appositamente per controllare la terapia seguita e i farmaci assunti. La “finta dottoressa”, una volta carpita la fiducia degli anziani, iniziava la presunta visita per cui palpava il collo e la testa della vittima di turno. In questo modo, avvicinando fisicamente l’anziano e distraendolo, consentiva ai complici, che si qualificavano come appartenenti alle forze di polizia, di muoversi nelle altre stanze per rovistare alla ricerca di denaro contante e gioielli. Trovata e arraffata la refurtiva, i ladri concludevano la messa in scena e si allontanavano. Solo successivamente, troppo tardi, le vittime si rendevano conto di essere state derubate. E si rivolgevano alle forze dell’ordine per segnalare l’accaduto.
Così sono partite le indagini che hanno consentito ai carabinieri di arrivare ai tre, già noti alle forze dell’ordine. E, una volta chiuso il cerchio, è stato disposto l’arresto.
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