Arrestato un giovane per la rapina nell’edicola

A fine maggio, con un complice minorenne, rubò l’incasso di giornata alla titolare di un chiosco in via Vestina. Entrambi armati di forbici, avevano il volto travisato
MONTESILVANO. Rintracciato e arrestato il giovane accusato della rapina nell’edicola Totaro, il 29 maggio scorso, in via Vestina. I carabinieri del reparto operativo, alla fine di tre mesi di accertamenti, hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara su richiesta del pm Andrea Papalia.
L’accusa nei confronti di Francesco Stante, 29 anni, è di rapina aggravata in concorso, perché avrebbe agito con la complicità di un minorenne, a sua volta deferito per lo stesso reato all'autorità giudiziaria minorile. Secondo la ricostruzione degli investigatori, agli ordini del maggiore dei carabinieri, Massimiliano Di Pietro, il giovane avrebbe agito con il volto travisato da una calza di nylon e, armato di forbici, portato via all’edicolante l'incasso di giornata, circa 300 euro, fuggendo subito dopo a bordo di una Volkswagen Polo blu rubata la sera precedente e poi ritrovata dai carabinieri vicino alla strada lungofiume. Le indagini dei militari, in questa circostanza come in altre, recenti rapine ai danni di pompe di carburante e uffici postali, hanno portato alla identificazione dei responsabili grazie al concorso di elementi investigativi che sono risultati determinanti. È il caso dei rilievi dattiloscopici sul luogo del reato e sull'autovettura – dai quali è stato possibile esaltare e riscontrare le impronte dei presunti autori del colpo – così come le testimonianze di alcuni cittadini e l'analisi investigativa eseguita sulle figure di alcuni pregiudicati dell'area pescarese. Nell’edicola di via Vestina, il colpo è andato a segno in pochi minuti. La titolare del chiosco si era vista piombare davanti all'improvviso i due sconosciuti, entrambi con il volto coperto con il preciso intento di non essere riconosciuti da testimoni, e armati, in modo da risultare più convincenti.
La donna, terrorizzata da ciò che avrebbero potuto fare con le forbici, ha consegnato immediatamente ciò che aveva in cassa in quel momento. La vittima si è poi rivolta ai carabinieri per segnalare l'accaduto, nella speranza che la coppia venisse intercettata, di lì a poco, ma non è stata in grado di fornire dettagli sui due giovani. Ha dato comunque indicazioni ai militari, coordinati nelle prime indagini dal tenente Christian Petruzzella.
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