Arresti domiciliari al ladro del Manthoné

Davanti al giudice ha ammesso subito le sue responsabilità, e non avrebbe potuto fare altrimenti, visto che è stato colto in flagrante mentre tentava di scassinare un distributore automatico di snack...
Davanti al giudice ha ammesso subito le sue responsabilità, e non avrebbe potuto fare altrimenti, visto che è stato colto in flagrante mentre tentava di scassinare un distributore automatico di snack e bevande e dopo averne forzato un altro poco prima all’interno dell’istituto Manthoné sulla Tiburtina per impossessarsi di 20 euro in spiccioli. Ma alla fine del processo per direttissima, Sergio Marautti, 42enne pennese, può ritenersi soddisfatto. Il suo difensore, l’avvocato Luca Pellegrini, è riuscito a far limare la pesante richiesta avanzata dal pm Anna Rita Mantini - tre anni di reclusione e custodia cautelare in carcere post convalida - e ha ottenuto dal giudice unico Laura D’Arcangelo (nella foto) la condanna a un solo anno, con lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato, e la concessione degli arresti domiciliari nella casa dei genitori a Penne. Il giudice ha ritenuto il fatto di particolare tenuità e questo ha influito sulla pena finale, anche se Marautti aveva l'aggravante di avere agito di notte e di essere penetrato in un edificio a uso pubblico. Il 42enne si trovava ai domiciliari fino a due settimane fa, poi la Corte d’appello dell’Aquila aveva revocato la misura e l’uomo era tornato in libertà.

