Arresto bis per il ladro della riviera

2 Febbraio 2017

Il marocchino finito in cella a dicembre per altri colpi è accusato di aver rubato anche al Quattro Vele

PESCARA. Non indossava guanti, per cui ha lasciato le sue impronte in giro. E non si è coperto il volto, per cui è stato ripreso dalle telecamere dello stabilimento balneare. Grazie a quelle impronte e alle immagini del sistema di videosorveglianza la polizia è riuscita ad identificare Mohamed Azzi Assaghir, vent’anni, quale l’autore dei due furti avvenuti il 17 e il 21 dicembre ai danni di “Quattro vele”. È lo stesso marocchino, in Italia senza fissa dimora, che la polizia ha arrestato a dicembre perché sarebbe il ladro seriale che in pochi giorni ha messo a segno diversi colpi negli stabilimenti balneari. Ora, a conclusione dell’attività di indagine della polizia, gli vengono contestati anche i due furti al “Quattro vele” e nei suoi confronti è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di furto pluriaggravato. Il provvedimento (il gip è Nicola Colantonio) gli è stato notificato in carcere.

Per gli uomini della squadra Mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, il marocchino è entrato due volte negli spazi di “Quattro vele” portando via denaro contante, un computer, generi alimentari e bevande. Si è tradito da solo, lasciando sugli arredi alcuni frammenti di impronta, poi rilevati e analizzati dal personale della polizia Scientifica. Si è anche mosso nel locale a volto scoperto, senza preoccuparsi di essere ripreso dalle telecamere, che poi sono risultate utili agli investigatori. In questi due furti, poi, il giovane ha seguito la stessa tecnica usata per i colpi avvenuti negli altri stabilimenti, per cui la polizia ritiene che sia stata sempre la stessa mano ad agire.

I furti a raffica hanno creato allarme tra i balneatori, vittime di una serie di assalti che sembravano inarrestabili, fino a quando il marocchino è stato bloccato in flagranza di reato all’interno di Lido Beach, dove è tornato due sere di seguito. La prima volta l’ha fatta franca, ma è stato filmato dal sistema di videosorveglianza, la seconda sera si è trovato di fronte il proprietario e la polizia, perché è scattato l’allarme. Un’altra volta, poi, è entrato da Nettuno ed è stato bloccato dal proprietario: lì per lì è riuscito a fuggire ma è stato identificato in un secondo momento. È chiaro, per la polizia, che sia stato lui a seminare il panico sulla riviera. E i furti si sono fermati, da quando è in carcere.

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