Arriva il farmaco della Montalcini

27 Maggio 2018

Aifa, sì alla vendita del preparato della Dompé contro una malattia degli occhi

L’AQUILA . Dallo stabilimento Dompé dell’Aquila, agli scaffali delle farmacie. L’agenzia regolatoria italiana (Aifa) ha autorizzato la commercializzazione di Oxervate, un nuovo farmaco in grado di curare la cheratite neurotrofica moderata o grave. Una malattia dell’occhio invalidante che, nei casi più gravi, può portare alla cecità, finora orfana di trattamento.
Il farmaco, il cui principio attivo è noto commercialmente come cenegermin, nasce dalla ricerca tutta italiana portata avanti per anni dalla scienziata Rita Levi Montalcini che che scoprì il Nerve growth factor ( Ngf ), verificando gli effetti della sua proteina su una piccola paziente verso la fine degli anni ’90. Scoperta che, per la sua importanza, valse il premio Nobel alla scienziata torinese. Le ricerche di farmacologia applicata sono state condotte dall’azienda biofarmaceutica Dompé, in collaborazione con centri di eccellenza in oftalmologia, con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto un gene che consente ai batteri stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano. Ci sono voluti trent’anni di sperimentazione per individuare la proteina, testarla e trasformarla in medicinale.
La cheratite neurotrofica produce una progressiva perdita della visione collegata a una rapida degenerazione della cornea, legata a un danno al nervo trigemino. «Cenegermin», spiegano dalla Dompé, «è il nome del principio attivo del farmaco ed è la versione ricombinante del Nerve growth factor umano: una proteina simile a quella naturalmente prodotta dal corpo umano, coinvolta nello sviluppo, nel mantenimento e nella sopravvivenza delle cellule nervose. Somministrato in gocce oculari, in pazienti con cheratite neurotrofica moderata o grave, questo collirio può aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno della cornea». Il collirio riesce, in sostanza, a stimolare lo sviluppo, il mantenimento e la sopravvivenza delle cellule nervose ripristinando i normali processi di guarigione dell’occhio e riparando il danno della cornea nei pazienti affetti da cheratite neurotrofica, sia di forma moderata che grave. Il farmaco ha ricevuto dall’Aifa il requisito di innovazione terapeutica ed è stato inserito nel fondo per i farmaci innovativi. La casistica rileva che, su una persona ogni 5mila, si formano sulla superficie dell’occhio delle ulcere che, finora, potevano portare anche alla perdita totale della vista. Il rimedio estremo era la suturazione della palpebra, che veniva chiusa definitivamente.
Monica Pelliccione