«Arriva il freddo in Abruzzo e la neve oltre i 1.300 metri»

Le previsioni dell’esperto De Palma: «Al momento non si prevedono nuove ondate di gelo, ma non dovrebbe tornare neanche l’alta pressione di matrice nord-africana»
A una iniziale sorpresa mista a preoccupazione sta subentrando pericolosamente l’abitudine. È innegabile come il meteo che prolunga l’estate, con i bagnanti in spiaggia a ottobre inoltrato, e sposta in avanti l’arrivo del freddo, non sia un effetto della casualità. Lasciando agli scienziati le spiegazioni e senza sottovalutare l’enorme mobilitazione ambientalista che è nata ormai da anni a livello mondiale (con Greta Thunbergh come testimonial), proiettiamo gli scenari del meteo sull’Abruzzo.
Abbiamo coinvolto Giovanni De Palma, esperto meteo e direttore del sito web abruzzometeo.org.
De Palma, anche se in ritardo, in Abruzzo è arrivato il freddo. Che settimana sarà per la nostra regione?
«Dopo il miglioramento di domenica la nostra penisola tornerà ad essere interessata dall'arrivo di perturbazioni atlantiche che porteranno si aria più mite e un conseguente rialzo delle temperature, ma determineranno anche un nuovo peggioramento delle condizioni atmosferiche a partire dalla serata di lunedì, specie sulla Marsica, sull'Alto Sangro, sull'Aquilano e sulle zone montuose che si affacciano ad ovest, dove torneranno le piogge e la neve sui rilievi appenninici, al disopra dei 1300-1500 metri. I venti occidentali in rinforzo porteranno invece un tempo più asciutto sul versante adriatico con temperature in graduale aumento. A seguire ci sarà un probabile temporaneo miglioramento delle condizioni atmosferiche in attesa dell'arrivo di una nuova perturbazione atlantica, ma destinata soprattutto al nord e sulle regioni centro-settentrionali tirreniche. Perturbazione che, tuttavia, se la situazione prevista non cambierà, porterà un nuovo deciso rinforzo dei venti di Libeccio con probabile Garbino sul versante adriatico e temperature in rialzo. Piogge che potrebbero tornare tra venerdì e sabato ma si tratta di una tendenza da confermare nei prossimi giorni».
C'è fermento tra gli appassionati di sci e gli addetti ai lavori. Ci sono previsioni sul fronte neve?
«Fortunatamente è arrivata la prima neve anche sui nostri rilievi appenninici ma le temperature torneranno progressivamente a salire nei prossimi giorni. Al momento non si prevedono nuove ondate di freddo ma non dovrebbe tornare neanche l'alta pressione di matrice nord-africana, responsabile dell'insolito clima mite di questi ultimi mesi. La buona notizia per gli appassionati di neve è che, almeno per i prossimi 7-10 giorni non dovrebbero tornare le intense correnti occidentali responsabili dei forti venti e delle temperature abbondantemente al disopra delle medie stagionali (ad eccezione di venerdì per l'arrivo di una nuova perturbazione), ma non è possibile andare oltre, non sappiamo e non è possibile sapere cosa accadrà nei prossimi mesi».
Quale attendibilità hanno le previsioni meteo?
«Una buona attendibilità entro le 72 ore e al massimo come tendenza generale ci si può spingere anche fino a 6-8 giorni, ma si tratta pur sempre di una tendenza da confermare. Bisogna diffidare da chi diffonde "previsioni" per le prossime settimane o addirittura i prossimi mesi: questo tipo di notizie dovrebbero essere immediatamente ignorate e cestinate poiché creano solo tanta confusione e screditano la meteorologia intesa come scienza».
I capricci del meteo sono quasi sempre portatori di condizioni climatiche estreme. In base alla sua esperienza, le mutazioni sono irreversibili? E l'Abruzzo, data anche la sua conformazione orografica, è più o meno esposto alla straordinarietà degli eventi climatici?
«Purtroppo il clima sta cambiando repentinamente e gli effetti si vedono soprattutto sul continente europeo, in particolare sul bacino del Mediterraneo: l'aumento delle temperature a livello globale ha favorito un cambio della circolazione meteorologica in particolare sul nostro continente. Gran parte dell'Europa e soprattutto il bacino del Mediterraneo è sempre più soggetto a rimonte dell'anticiclone di matrice sub-tropicale (anticiclone africano) che determina ondate di calore spesso persistenti e temperature abbondantemente al disopra delle medie stagionali».
C’è da essere molto preoccupati?
«Con il cedimento dell'alta pressione e l'arrivo di perturbazioni si assiste, spesso, a contrasti elevati e i fenomeni che si sviluppano sono spesso violenti e capaci di generare alluvioni lampo, grandinate di grosse dimensioni in estate e venti violentissimi».
E l’Abruzzo?
«L'Abruzzo è una delle regioni più penalizzate da questo tipo di circolazione meteorologica e le correnti occidentali delle scorse settimane hanno impedito, di fatto, precipitazioni rilevanti sul versante adriatico, temperature elevate e forti venti di Libeccio (Garbino), fino all'arrivo della prima vera perturbazione atlantica che ha trovato terreno fertile in termini di energia (temperature superficiali dei mari piuttosto elevate) e ha provocato precipitazioni alluvionali lungo le coste abruzzesi. In sostanza nei prossimi anni rischiamo di andare incontro a ondate di calore persistenti nel periodo estivo/autunnale con periodi di siccità, alternati a brevi fase perturbate con possibili fenomeni intensi e spesso violenti. Anche il periodo invernale rischia di essere insolitamente mite e avaro di precipitazioni nevose anche sui rilievi, come accaduto in questi ultimi anni, ma non è possibile saperlo con certezza».
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