Arriva il metanodotto, 200 ulivi da salvare

25 Marzo 2015

«Non devono morire gli ulivi, circa 200, impiantati quasi mezzo secolo fa nella campagna di contrada Cantò, a Cepagatti, sui terreni dove tra qualche settimana passerà il nuovo metanodotto della Snam»...

«Non devono morire gli ulivi, circa 200, impiantati quasi mezzo secolo fa nella campagna di contrada Cantò, a Cepagatti, sui terreni dove tra qualche settimana passerà il nuovo metanodotto della Snam».

L’assessore Camillo Sborgia, in veste di coordinatore provinciale e responsabile dell’agricoltura per il movimento politico Regione Facile, lancia un appello alla giunta regionale per la salvaguardia degli ulivi. censiti dalla Comunità Europea, che nei prossimi saranno sradicati per fare spazio alla condotta del metano. L’impianto si diramerà per circa 4 chilometri e tutto quello che si trova lungo il tragitto dovrà essere rimosso per ragioni di sicurezza. Sborgia si rivolge all’assessorato regionale all’agricoltura per sollecitare un piano di spostamento delle piante in un’altra zona dove potrebbero essere rimesse a dimora e continuare a produrre i loro preziosi frutti.

In una lettera all’assessore Dino Pepe, Sborgia lamenta il fatto che non vi sia ancora un progetto per salvare i 200 alberi, verdi e rigogliosi, in questo periodo in piena produzione.Le piante rischiano di essere fatte a pezzi e di finire nei caminetti e nelle stufe a legna.

Tra qualche settimana cominceranno i lavori, una variante indispensabile per mettere in sicurezza il metanodotto. Il nuovo tratto di metadonotto sarà realizzato dal gestore delle reti gas Snam per spostare e mettere in sicurezza la vecchia condotta del metano, installata circa quant’anni anni fa. Il progetto è stato approvato due anni fa in Consiglio comunale. Tutt’intorno alla linea di trasporto del gas sono sorte, nel corso dei decenni diverse case, anche a pochi passi dal metanodotto, alcune costruite abusivamente e poi sanate con i condoni. Fatto sta che con l’avvicinarsi delle abitazioni alla condotta del gas si è oggi reso necessario spostare l’impianto per tutelare gli edifici residenziali e gli abitanti da eventuali rischi connessi con il metanodotto che passa sotto casa.

Gabriella Di Lorito

©RIPRODUZIONE RISERVATA