Arriva il sì alla bonifica della discarica di Bussi

16 Giugno 2015

La Conferenza dei servizi all’Aquila approva il piano del commissario Goio L’assessore Mazzocca: un passo in avanti. Ora i terreni passeranno al Comune

BUSSI SUL TIRINO. Via libera, ieri, durante la Conferenza dei servizi al progetto di bonifica e reindustrializzazione del Sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi, predisposto dalla Nucleco (gruppo Stogin, partecipata del ministero dell’Ambiente) per conto della struttura commissariale. È il punto fermo messo all’Aquila dagli intervenuti alla seduta convocata dal commissario Adriano Goio per la presentazione e l’approvazione del progetto complessivo di bonifica delle aree esterne, chiamate 2a e 2b che attuerà lo stesso Goio, e quella interna al Sin della Solvay.

Con Goio, c’erano l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, i dirigenti Cristina Gerardis e Gianfranco Piselli, Loredana Musumeci per l’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Damiani e Lucina Luchetti per l’Arta, il sindaco Salvatore Lagatta e gli amministratori Sonia Di Carlo e Diego La Neve. Presente anche una rappresentanza della Solvay Italia: il dg Marco Colatarci e il site manager Bruno Aglietti. Uditori: Luciano Di Tizio (Wwf) e Giuseppe Di Marco (Legambiente). Gli ingegneri Quintilio Napoleoni per Goio e Emanuele Fontana per Nucleco, oltre a illustrare il progetto, hanno posto l’accento sulle modalità delle analisi di rischio e dei procedimenti attuativi del piano di monitoraggio delle falde sotterranee. Chiara la posizione di Solvay che ha formalizzato i propri impegni in ordine alla prosecuzione delle attività: riconoscimento del ruolo di «proprietario non responsabile»; trasferimento della proprietà di terreni (a titolo gratuito) e impianti (a titolo oneroso) alla pubblica amministrazione; impegno a intervenire finanziariamente per la bonifica delle aree ex Medavox con un importo di 6 milioni di euro. A latere, si svolgeranno le interlocuzioni di carattere tecnico per verificare le corrette modalità per il passaggio della titolarità dei beni immobili al Comune.

«Un secondo sensibile passo in avanti», commenta Mazzocca, «dopo che al ministero dell’Ambiente era stata positivamente licenziata l’incombenza dei piani di caratterizzazione». La Regione ha formalizzato una proposta circa la riqualificazione dell’ultimo tratto di fiume Tirino (circa 1,5 chilometri), da oltre un secolo ingabbiato nell’area produttiva, con la creazione di corridoio ecologico naturale e la conseguente restituzione alla collettività. «Un segnale forte ed emblematico», nota Mazzocca, «di inversione di tendenza nella gestione del territorio e nella qualità ambientale desiderabile».

«Il passaggio formale della proprietà dell’area industriale al Comune», ricorda Lagatta, «avverrà solo a seguito delle specifiche garanzie chieste dall’amministrazione: certificazione, analisi di rischio, ed eventuali clausole di salvaguardia».

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