Arriva Provolo, è il nuovo prefetto

9 Gennaio 2016

Lunedì l’insediamento al posto di D’Antuono. Campano, 62 anni, proviene da Rovigo dove è stato per tre anni

PESCARA. È Francesco Provolo il nuovo prefetto di Pescara che succede a Vincenzo D’Antuono, andato in pensione poco più di tre mesi fa. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Interni Angiolino Alfano che ha rinnovato i vertici di 14 Prefetture in Italia. Provolo arriva dalla Prefettura di Rovigo, in Veneto, dove stava dall’agosto del 2012.

Originario di Ottaviano (Napoli), 62 anni, sposato, tre figli, il nuovo prefetto si insedierà ufficialmente lunedì e la sua presentazione è prevista martedì alle 11,30. Proveniente dalla prefettura di Rovigo, nel Polesine, dove è stato per tre anni, anche a Pescara Provolo rimarrà tre anni prima della pensione. Laureato in Giurisprudenza, ha conseguito un master sulla negoziazione, mediazione e conciliazione ed è entrato in carriera nel dicembre del 1987. In questi anni, tra gli incarichi ricoperti, nel suo curriculum figurano quelli come capo della segreteria particolare del prefetto di Potenza e Caserta, capo di gabinetto alla prefettura di Caserta, vice prefetto vicario a Caserta e all’Aquila, commissario straordinario ai Comuni di Latronico e di Guardia Perticara (Potenza), sub commissario straordinario alla Usl di Aversa, e commissario straordinario alla Usl di Maddaloni, al Consorzio trasporti, e ancora commissario straordinario nei Comuni di Santa Maria La Fossa, Trentola Ducenta, Ailano, Alvignano, Santa Maria a Vico, San Tammaro, Cesa, Teano, Capua e componente delle commissioni straordinarie per la gestione dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Tra questi Casapesenna, Grazzanise, Casal di Principe, Orta di Atella e Leini.

«Lascio il Polesine per assumere l’incarico di Prefetto in altra provincia con la stessa nostalgia di chi lascia la propria terra», ha scritto Provolo nella sua lettera di commiato, «non solo perché sulle sponde del Po ho trovato scenari naturali bellissimi».

«Con riconoscente gratitudine rivolgo il mio saluto alla comunità polesana, le cui virtù etiche, civiche, permeate dalla centralità della persona hanno certamente reso meno aspro l’esercizio delle funzioni di rappresentante dello Stato nella provincia, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà nei quali è importante per il bene comune la condivisione dei principi di sussidiarietà e di solidarietà».

«Ritengo necessario», ha continuato, «aggiungere la gratitudine di riconoscente speranza, perché ne sono stati protagonisti, studenti scuole e associazioni per la tensione civica con la quale sono state seguite le iniziative volte a trasmettere la cultura della legalità, cioè il “rispetto delle regole”, ovvero dei canoni essenziali di etica sociale. Un cordiale saluto alla stampa che, facendosi interprete della pubblica opinione nel segnalare situazioni di disagio e di malessere sociale, ha fornito anche al Prefetto elementi utili allo svolgimento della propria attività».