Arrivano 26 milioni per fare i lavori in 259 case popolari

Sospiri: via agli interventi entro l’anno, saranno finiti nel 2025 Masci: nuova vita per la periferia con parchi e campi sportivi
PESCARA. Quindici milioni di euro per rifare le case popolari nel degrado di Pescara; altri 12 quasi per gli alloggi di Popoli, Città Sant’Angelo e Montesilvano. L’Ater si è aggiudicata i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) «per opere di riqualificazione, efficientamento energetico, miglioramento sismico, abbattimento barriere architettoniche e rimozione dell’amianto» su 259 case popolari (149 a Pescara e 110 in provincia). Ad annunciarlo, ieri, è stato il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri accanto al sindaco Carlo Masci, l’assessore Isabella Del Trecco, il consigliere regionale Luca De Renzis e il presidente Ater Mario Lattanzio. «Le opere concrete», ha detto Sospiri, «dovranno iniziare inderogabilmente entro il 2022 e concludersi entro il 2025».
Quattro interventi riguardano il territorio di Pescara: un milione e 200mila euro per i fabbricati in via Alcyone; 4 milioni e 718.773,82 euro per Borgo Marino sud; 5 milioni 986.908,82 euro; per via Rubicone e 2 milioni 809.933,62 euro per via Osento per un importo complessivo di 14.625.616,26 euro. Altri 11 milioni e 840mila euro saranno usati per la riqualificazione di 110 alloggi in via dei Tigli a Popoli, 5 interventi a Città Sant’Angelo (via Alzano, via Iovine, via Iannucci e via Illuminati) e per via Aldo Moro a Montesilvano. «Queste opere, insieme all’abbattimento del Ferro di Cavallo e ai lavori in via Rigopiano», ha detto Sospiri, «ci permetteranno di porre rimedio a una vecchia concezione dell’edilizia residenziale pubblica. Senza dimenticare l’abbattimento dei palazzi di via Lago di Borgiano, opera quest’ultima che è già in gara, per la quale abbiamo ereditato il finanziamento dalla precedente giunta regionale D’Alfonso, ma noi abbiamo salvato quel fondo rendendolo spendibile con una maggiore convenienza per il Comune di Pescara».
«Un passaggio storico per la città», ha detto Masci, «un’attività che sta portando frutti inimmaginabili per il territorio fino a poco tempo fa. Oggi abbiamo a disposizione tante risorse che da Stato, Europa e Regione si stanno riversando su Pescara e visto che le sfide per l’acquisizione di fondi si stanno vincendo, ora dobbiamo vincere anche la sfida del realizzare le opere, abbiamo finalmente il potere di cambiare il volto delle periferie aggredite da una edilizia popolare scomposta, massiva e alienante realizzando parchi, campi sportivi, spazi verdi».
«Sul Ferro di Cavallo», ha aggiunto l’assessore Del Trecco, «su 120 alloggi esistenti, circa 80 famiglie sono da risistemare perché hanno conservato il diritto a una casa popolare avendone conservato i requisiti di legge; 70 famiglie sono già state dislocate altrove, mentre sono partiti gli sfratti per altre famiglie non aventi diritto, sfratti che vengono eseguiti in modo organico per impedire il rientro di chi viene sfrattato, dunque togliendo tutte le masserizie all’interno e staccando le utenze, eliminando le caldaie e i servizi igienici in modo da rendere impossibile l’ingresso o comunque l’utilizzo degli alloggi. A breve metteremo l’Ater nelle condizioni di poter procedere con l’abbattimento e la successiva riqualificazione dell’intero blocco. E nei prossimi giorni porteremo in consiglio comunale la variante urbanistica inerente il Ferro di Cavallo che verrà demolito con la ricostruzione di soli 54 alloggi».
«L’Ater di Pescara», ha detto il direttore Gianni D’Addazio, «ha risposto ad altri due bandi: il primo ci ha permesso di aggiudicarci un finanziamento regionale per la riqualificazione di un’area in via Cetteo Ciglia dove realizzeremo una nuova palazzina per 3 milioni e 300mila euro; un secondo bando in attesa di comunicazioni dalla Regione riguarda piazza Alcyone». (cr.pe.)

