Arrivano i carabinieri A casa i 148 studenti

Erano rimasti bloccati dalla neve sulla Majelletta con 12 prof
PRETORO. Un grido di gioia e sollievo: «Viva i carabinieri!». Erano le 11,53 di ieri mattina quando 148 studenti, adolescenti dagli 11 anni in su del comprensivo Ciampoli-Spaventa di Atessa, hanno visto arrivare i loro soccorritori, turbine in testa e dietro i mezzi dell’Arma a scortarle, dalla finestra dell’hotel Panorama di Pretoro, sulla Majelletta, dove hanno trascorso una settimana bianca in compagnia dei professori. Dovevano tornare a casa 24 ore prima, ma hanno dovuto allungare la vacanza perché sono rimasti isolati in albergo da un muro di neve alta, in certi punti, anche fino a sette metri. Li hanno portati in salvo i carabinieri del comando provinciale di Chieti, venti o forse trenta unità, a bordo di una carovana di una decina di camionette e al comando del colonnello Luciano Calabrò.
Al recupero, coordinato dalla prefettura teatina, hanno collaborato i carabinieri forestali del gruppo Chieti che hanno raggiunto località Passo Lanciano anche per soccorrere una ventina di persone bloccate (ma hanno deciso di restare ugualmente) nel vicino albergo Mammarosa. Appena dopo il risveglio, intorno alle 9.45, alla scolaresca e ai docenti arriva la comunicazione che la carovana dei soccorritori si sta avvicinando. Il trasbordo di studenti e docenti prima verso Pretoro, a 10 chilometri dall’hotel, avviato nella tarda mattinata, si è concluso intorno alle 21 quando il gruppo di 160 persone (ai 148 studenti si aggiungono 12 insegnanti) ha potuto far ritorno a casa ad Atessa. Ma ci sono voluti tre viaggi delle camionette dei carabinieri avanti e indietro, tra l’albergo e Pretoro, per completare il piano di evacuazione dei mezzi di soccorso che si sono fatti strada, tra muri ghiacciati di neve e pochissima luce a causa della foschia che a tratti faceva scomparire anche i lampeggianti delle auto, grazie a due turbine spazzaneve arrivate da Bolzano perché le cinque in dotazione alla Provincia di Chieti sono fuori uso.
Le turbine hanno impiegato un giorno e mezzo, dalle prime luci dell’alba di venerdì, per aprire un varco tra Pretoro e località Belladonna dove si trova l’albergo che si è svuotato nella serata di ieri intorno alle 19.10 quando l’ultimo gruppo è salito a bordo delle jeep dei carabinieri dotate di catene. Nove posti occupati su ogni mezzo e niente spazio per le valigie che sono rimaste custodite in hotel. La perforazione del muro di neve è stato parecchio difficoltoso per gli spalaneve, tra tragitti difficili da individuare e una piccola slavina da schivare. I soccorritori non hanno dovuto affrontare alcuna emergenza sanitaria, ma in zona erano stati dislocati alcuni elicotteri pronti ad alzarsi in volo in caso di emergenza. Nessuno si è sentito male, per fortuna. E nessuno è stato mai realmente in pericolo, anche perché gli studenti con i professori hanno trascorso giorni di divertimento tra sciate, giochi da tavolo e video amatoriali da pubblicare sui social, al caldo e con tutti i comfort. Ma intrappolati nella neve che copriva anche i vetri delle finestre. E se fosse successo qualcosa nessuno avrebbe potuto raggiungerli perché nessuno poteva uscire o entrare dalla struttura alberghiera. E’ stata questa, insieme alla psicosi Rigopiano, la preoccupazione di quei genitori che hanno trascorso ore di ansia quando hanno saputo che le condizioni meteo peggioravano (la neve è scesa copiosa fino a venerdì sera) e subito hanno allertato il Comune di Atessa e la prefettura per far arrivare i mezzi di soccorso per riportare a casa i familiari.
La notizia di un giorno in più di vacanza a qualcuno ha fatto piacere tra gli studenti, ad altri ha scatenato tensione e lacrime. Di sicuro ha scatenato polemiche. La settimana bianca si poteva rimandare a seguito di un’allerta meteo dei giorni scorsi non troppo rassicurante? «Le famiglie hanno condiviso la partenza programmata degli alunni - è la risposta della preside del comprensivo di Atessa, Liberata Colanzi - durante la settimana hanno svolto le attività previste sulla neve con gli organizzatori della scuola sci e non hanno assolutamente corso alcun rischio. Nessun allarmismo da parte delle famiglie e i servizi alberghieri hanno garantito una ricettività confortevole». Rassicurazioni in tal senso sono arrivate anche da Pierluigi Palumbo del grand hotel Panorama, il quale in una mail ha tenuto a sottolineare che «chi vive le emergenze fa il possibile per risolverle».
Tutto tranquillo, dunque. Fino all’arrivo di un ingente spiegamento di forze dell’ordine, camionette con le catene alle ruote, turbine che soffiavano polvere bianca tra la nebbia, che hanno sfidato il muro di ghiaccio alto quattro metri lungo le strade innevate e tortuose di Pretoro per riportare a casa una scolaresca sana e salva. Tutto bene quel che finisce bene.
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