Arrivano i piloni: nasce il terzo ponte sul Saline

17 Novembre 2018

Città Sant’Angelo, il nuovo viadotto sarà completato entro pochi mesi  Servirà a decongestionare il traffico tra i Grandi alberghi e il casello dell’A14

CITTÀ SANT’ANGELO . L’idea ventennale di costruire tre viadotti sul fiume Saline è ormai in dirittura d’arrivo: ancora pochi mesi e anche il “fratello maggiore” dei ponti Sant’Angelo e San Michele Arcangelo, entrambi già inaugurati, vedrà la luce. L’ultimo, come programmato dalla Provincia di Pescara, si chiamerà ponte Adriatico, e sarà il maggiore non perché più anziano, ma perché probabilmente il più importante. Il nuovo viadotto servirà infatti a decongestionare il traffico su una vasta area del territorio provinciale: insisterà tra Città Sant’Angelo e Montesilvano, ma è stato concepito per offrire benefici a chi si muove tra la zona dei Grandi alberghi e il casello della A14, e a quanti devono spostarsi da Pescara verso Silvi e Roseto, alleggerendo la Statale. In questi giorni è in corso una delle fasi più delicate dell’opera, quella del trasporto dei pilastri realizzati per reggere il viadotto che, a differenza dei precedenti, sarà sospeso e retto da colonne attraverso cavi d’acciaio. La notte tra giovedì e venerdì è arrivato a ridosso del fiume il pilone 3 del ponte Adriatico, che dovrà essere collocato sulla sponda sinistra del Saline, nel territorio comunale di Città Sant’Angelo. In pratica si tratta di un palo gigantesco in acciaio, che pesa 742 quintali per 38 metri di altezza, con un diametro del fusto di poco meno di due metri, mentre arriva a tre metri il diametro della piastra di base. Questo materiale raggiunge il cantiere sul Saline dallo stabilimento di Atessa dove viene prodotto: le imprese che si occupano della realizzazione dei manufatti per il terzo ponte sono infatti la Edil steel di Atessa e la Pugliese industria meccanica di Mozzagrogna, che tra l’altro rappresentano due eccellenze abruzzesi in questo campo, in quanto sono tra le otto aziende del settore che esistono in Europa. Lo spostamento dei pilastri del luogo di produzione è un momento complesso, in quanto comporta una lunga e dettagliata serie di accorgimenti e di precauzioni. Si tratta infatti di un “trasporto eccezionale” che viene effettuato di notte a velocità molto ridotte, con mezzi di scorta pronti a ogni emergenza. La lunghezza del convoglio arriva a circa 50 metri, e procede a un’andatura tra i 5 e i 20-25 chilometri all’ora; il pilone si sposta su due rimorchi e due carrelli di appoggio con una sagoma speciale, collegati tra loro solo dal pilone stesso. Inoltre, ci sono di scorta sei automobili di sicurezza per il traffico, dieci operatori, e un mezzo speciale attrezzato come officina mobile completa di tutto, dalla torrefaro al gruppo elettrogeno e alla saldatrice. «Se tutto va bene i lavori dovrebbero finire a cavallo tra marzo e aprile, e quindi si potrà procedere all’inaugurazione e all’apertura del ponte», spiega Antonio Di Marco, ex presidente della Provincia sotto il cui mandato la costruzione dei tre ponti ha ricevuto un impulso fondamentale. «Questa struttura servirà la zona tra i Grandi alberghi e il Warner verso Città Sant’Angelo, alleggerirà il traffico in uscita dalla A14 e offrirà benefici anche a chi da Pescara si sposta a Silvi e Roseto: era un progetto strategico per il territorio, sul quale sono stati investiti, contando tutti e tre i ponti, oltre 15 milioni. Dei tre viadotti sul Saline si parla da almeno 20 anni, e da 15 sono iniziati gli appalti con il mio predecessore Guerino Testa. Per quest’opera nel 2015 abbiamo anche sforato il patto di stabilità per pagare le imprese».