Arrivati altri migranti in Abruzzo Bussi in prima linea per ospitarli

15 Luglio 2023

Sono 23 gli extracomunitari giunti nella provincia pescarese nella notte tra giovedì e venerdì scorsi Sono stati messi a disposizione una palestra del Comune e l’Hotel Holiday del capoluogo adriatico

BUSSI. Sono 23 i migranti, africani e bengalesi, arrivati nella notte tra giovedì e venerdì nel territorio pescarese e accolti in due diverse strutture, a Pescara e a Bussi sul Tirino. Per far fronte ai nuovi arrivi senza sovraccaricare le strutture dei Cas attivi nella provincia, la prefettura di Pescara, in collaborazione con la Croce rossa italiana e le amministrazioni locali, ha disposto una prima accoglienza di emergenza coinvolgendo i territori di Bussi e di Pescara.
Nel primo caso, il Comune di Bussi ha messo a disposizione la palestra comunale, mentre per quanto riguarda il capoluogo adriatico, è stato scelto l’Hotel Holiday di Pescara, le cui stanze sono state riaperte per dare una sistemazione ai profughi. Come riferisce il capo di gabinetto della prefettura di Pescara, Patrizia Savarese, «si tratta di 23 persone, tutti migranti provenienti dalla rotta sub sahariana, arrivati nella notte nella nostra regione e che già nel pomeriggio di oggi (ieri, ndc) saranno dislocati nei vari Cas attivi sul territorio provinciale dove resteranno più a lungo, per tutto il tempo necessario alle procedure burocratiche». Una parte dei migranti, partiti da Lampedusa, sono arrivati in aereo facendo scalo a Fiumicino, mentre gli altri si sono messi in viaggio in autobus da Reggio Calabria per arrivare nel Pescarese durante la notte. Dei 23 profughi, dieci, tutti uomini adulti, hanno trovato ospitalità nella palestra di Bussi, messa a disposizione dal Comune e allestita dai volontari della Croce rossa italiana, in un lavoro di squadra che ha visto terzo settore, amministrazione comunale e prefettura, collaborare per risolvere la temporanea emergenza.
A supervisionare le operazioni, per l’amministrazione comunale, il vice sindaco Paolo Salvatore, che ha fatto le veci del primo cittadino Salvatore Lagatta, in questi giorni fuori città. Altri 8 ospiti, invece, hanno trascorso la notte nell’hotel Holiday, mentre i rimanenti sono stati destinati direttamente nei Cas. Un’accoglienza, quella nella palestra di Bussi e nella struttura ricettiva pescarese, che è stata limitata a una notte, dal momento che già nel pomeriggio di ieri la prefettura ha disposto il trasferimento dei profughi nei diversi centri di accoglienza dell’area pescarese.
«Non è il primo arrivo e sicuramente non sarà neanche l’ultimo», prosegue il capo di gabinetto, «ma la prefettura sta svolgendo un lavoro che definirei chirurgico per cercare di accogliere tutti nella maniera più organizzata ed efficace possibile. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato è quello di garantire la migliore accoglienza possibile per i migranti, dall’altro assicurare anche il minor impatto possibile sui territori della provincia. Per questa ragione, si preferisce scegliere paesi e zone a bassa densità abitativa rispetto a grandi città, per poter gestire in maniera più agevole anche l’integrazione delle persone accolte nelle comunità di arrivo. È un compito delicato che si basa molto sulla collaborazione con le associazioni di volontario e le amministrazioni locali che, anche in questa occasione, si sono dimostrate pronte a fare la propria parte a supporto delle procedure attivate dalla prefettura di Pescara».