Arta: nessun ostacolo per i disabili

Il diretore generale Amicone: c’è un ingresso con apposito scivolo
PESCARA. «A nessun disabile è precluso l'accesso e la fruizione dei servizi pubblici dell'Arta nella sede di viale Marconi 51». È quanto sostiene il direttore generale dell’Arta, Mario Amicone, in risposta a quanto sostenuto da Claudio Ferrante, presidente dell'associazione "Carrozzine determinate".
«La recinzione realizzata nell'edificio sottoposto a vincoli urbanistici insieme a tutta la struttura», spiega Amicone, «prevede un cancelletto per l'ingresso pedonale e un cancello grande per l'ingresso delle vetture - ora vietato alle sole vetture - e dei disabili che con l'apposito scivolo, realizzato a norma di legge, possono raggiungere gli uffici del pianterreno, dove i dipendenti sono a disposizione di tutti i cittadini. La ristrutturazione è stata motivata oltre che per una questione di immagine, di decoro, di sicurezza e di salute per i lavoratori dipendenti - ci sono state contestazioni e minacce di denunce per lo stato di degrado e perfino per un’infestazione di pidocchi - anche perché la ristrutturazione ha permesso di ospitare parte degli uffici che erano ubicati in viale Marconi 178 con conseguente risparmio di circa 40 mila euro annui per fitto locali».
Amicone puntualizza, inoltre, che «è in atto un progetto di adeguamento alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro che comprende anche la realizzazione di un ascensore per permettere a tutti, invalidi e no, di raggiungere i piani superiori, compatibilmente alle priorità di rischio e alle disponibilità di bilancio. Si fa presente, comunque, che allo stato attuale nei piani superiori esistono i laboratori il cui accesso è vietato - per ovvi motivi di sicurezza - al pubblico».
Quindi, l'accesso agli invalidi previsto anche per quelle aree «riguarderebbe solo futuri, potenziali, dipendenti, portatori di handicap e motori. Per quanto riguarda, infine, gli obiettivi raggiunti o no, si fa presente che questi riguardano i servizi tecnici da fornire alla collettività e non l'adeguamento della struttura immobiliare che non può essere affidata ai dipendenti o al sottoscritto senza un'adeguata politica immobiliare sul patrimonio dell'ente Regione nel suo complesso».

