Arte e misticismo sugli specchi

8 Luglio 2015

Da sabato al 21 luglio, diciotto opere di Elena Morizio in mostra all’Aurum

PESCARA. Un tema per ciascuna delle 18 opere in esposizione con un simbolo, proveniente da diverse parti del mondo, a indicare valori come l’amore, la libertà, l’innocenza o la creazione. Lo specchio, simbolo di misticismo e memoria primordiale, è il fulcro della mostra della giovane artista abruzzese Elena Morizio che si terrà all’Aurum da sabato prossimo al 21 luglio.

La tecnica utilizzata è quella dell’incisione su specchio attraverso l’utilizzo di un trapano elettrico a punta di diamante che ruota a tremila giri. Una forma d’arte complessa, perfezionata 35 anni fa dal maestro Lorenzo Ostuni e appresa dalla giovane architetta paesaggista con la passione per la simbologia, la psicologia e l’antropologia.

«Lo specchio è sempre stato visto come un oggetto misterioso», sottolinea l’artista, 27 anni, originaria di Caramanico, “fin dall’antichità l’uomo ci si approcciava con timore e curiosità, affascinato da quest’oggetto che sembrava portare in un’altra dimensione. Osservando ogni opera e il simbolo inciso, e allo stesso tempo meditando e inabissandosi nel proprio riflesso, si può contemplare quel simbolo che è anche dentro di noi, che è parte della nostra storia, del nostro inconscio e della nostra essenza».

La mostra sarà allestita nella sala degli Alambicchi dell’Aurum e potrà essere visitata gratuitamente dall’11 al 21 luglio. Il percorso espositivo comprende diciotto opere, di cui cinque dedicate a tematiche disparate e 13 tratte da un sistema di specchi ispirati a una poesia del maestro Ostuni: ogni specchio ha inciso un verso e un simbolo tratto dalla cultura delle popolazioni del Sud America, dell’Africa o dell’Australia.

«La tecnica dell’incisione con diamante sullo specchio», osserva l’assessore comunale alla Cultura Giovanni Di Iacovo, «riesce a dare grande intensità alla rappresentazione di volti e di testi. Nei vari calendari delle mostre organizzate in città cerco sempre di dare la possibilità di esprimersi ai nostri talenti locali e trovare lo spazio per ospitare artisti internazionali. In questo caso, abbiamo ottenuto la perfetta simbiosi». (y.g.)

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