Ascensori rotti a scuola disabile portata in braccio

PESCARA. «L’ascensore non funziona e ogni mattina devo portare mia figlia disabile a scuola in braccio». La denuncia arriva da un genitore di un’alunna del liceo Artistico, musicale e coreutico...
PESCARA. «L’ascensore non funziona e ogni mattina devo portare mia figlia disabile a scuola in braccio». La denuncia arriva da un genitore di un’alunna del liceo Artistico, musicale e coreutico Misticoni-Bellisario che frequenta la sede di via Passolanciano. «Da oltre un mese nessuno dei quattro ascensori è utilizzabile» attacca il genitore, stanco di una situazione che si protrae da troppo tempo. «Ce ne sono quattro, di cui due dovrebbero servire la scuola. Di questi però, ne funziona parzialmente uno solo. Dico parzialmente perché arriva solo al quarto piano, senza possibilità di fermate intermedie». E per la figlia in carrozzina, ogni giorno è un’impresa raggiungere l’aula che si trova al secondo piano: «La mattina, io devo prenderla in braccio e farla salire passando dalle scale, mentre qualcuno mi aiuta portando la carrozzina. Lo stesso poi si ripete all'uscita». E continua: «Pensavamo che si trattasse di un guasto da riparare nel giro di qualche giorno, invece da oltre un mese non c'è un ascensore che funzioni. Tra l'altro, oltre alla scomodità, questa è una situazione che può generare pericoli. Pochi giorni fa, un ragazzo si è sentito poco bene e i sanitari del 118 hanno avuto parecchia difficoltà nel far salire e scendere la barella. So che la dirigente scolastica ha sollecitato più volte la Provincia per chiedere un intervento mai arrivato. Ma questa volta lancio un appello anch’io affinché finalmente si possa ripristinare l'utilizzo degli ascensori, non solo per mia figlia, ma per tutti i ragazzi».
Sull’argomento interviene anche la preside Raffaella Cocco che non fa altro che confermare quanto detto dal genitore: «Già l’anno scorso gli ascensori davano problemi e ricordo che una volta per segnalarne la rottura qualcuno ci ha messo una sedia davanti. Da un mese a questa parte sono praticamente tutti inutilizzabili. È una situazione scandalosa. Ho provato in tutti i modi a contattare la Provincia, tramite telefono, pec e mail. Non ho mai ricevuto risposta. La nostra scuola si trova nella sede provvisoria di via Passolanciano, un palazzo in cui i ragazzi sono costretti a mescolarsi con gli uffici della Regione e quelli del Centro per l’impiego. Siamo abituati a fare di necessità virtù, ma questo appare davvero troppo. Non ce lo meritiamo noi docenti, non lo meritano i nostri splendidi ragazzi e nemmeno le loro famiglie. Sappiamo delle difficoltà economiche dell’Ente, ma saremo costretti a insistere. Mi auguro che l'intervento del genitore possa aiutare a sensibilizzare chi di dovere».
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