Asfalto e bitume naturale: le cave concentrate nella zona di Scafa, Caramanico e Popoli

7 Settembre 2021

Nella provincia di Pescara i siti minerari per asfalto e bitume naturale, attivi per lo più tra la metà dell'800 e la metà del '900, sono concentrati nei comuni di Abbateggio, Caramanico Terme,...

Nella provincia di Pescara i siti minerari per asfalto e bitume naturale, attivi per lo più tra la metà dell'800 e la metà del '900, sono concentrati nei comuni di Abbateggio, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, San Valentino, Serramonacesca, Tocco da Casauria, Turrivalignani, Bolognano, Popoli e Scafa. Quest’ultima era sede soprattutto dei centri per la lavorazione degli asfalti. Partivano da qui le mattonelle di bitume che si trovano sui marciapiedi di molte città italiane ed europee. Sulla Majella sono disseminate cave anche di cinque piani, con dislivelli che arrivano a 150 metri. «Nella miniera di Santo Spirito, tra le più antiche della zona, poco distante dall'eremo di Roccamorice, nel 2014 con il nostro gruppo», spiega Dino Di Cecco del Graim (Gruppo di Ricerca di archeologia industriale della Majella), «abbiamo scoperto la grotta della Lupa, la più grande grotta naturale della Majella, oggi oggetto di studio sotto tanti punti di vista». «A rendere suggestive le miniere sono gli intrecci di tunnel e gallerie che creano veri labirinti», afferma Gianluca Cassano per il Cars (Centro appenninico ricerche sotterranee). «L’esterno, con questi anni di abbandono, si mescola alla natura selvaggia, visto che le cave sono nel fitto della boscaglia. Non di rado è possibile trovare nelle aree antistanti manufatti come carrelli, tralicci e vecchie ferrovie dismesse». (m.pa.)