Asif, la vita vissuta come missione

24 Agosto 2023

Lo scorso anno era arrivato a Lampedusa: ieri è stato il mediatore culturale

ORTONA. Durante ogni sbarco spuntano pettorine blu tra gli addetti ai lavori. Sono i mediatori culturali che accolgono i migranti appena toccano terra una volta che la nave ha attraccato in porto. A colpire più di tutti il volto di un ragazzo, di un mediatore. Giovanissimo, si impegna, va in contro ai migranti che man mano scendono e li rassicura, gli sorride, gli parla. Si chiama Asif, ha 23 anni, originario del Bangladesh e l’anno scorso è arrivato in Italia su una nave approdata al porto di Lampedusa. Asif è partito anche lui dalla Libia, lasciando la sua famiglia e cercando una speranza in una vita migliore. È scappato da guerra e violenza. Asif ha cercato e trovato la sua grande occasione. Oggi vive a Pescara e lavora nel centro di accoglienza di San Giovanni Teatino. Si trova bene in Italia ma gli manca casa.
«Ho affrontato un viaggio difficile, ero all’interno di una barca con altre persone, eravamo stretti tra noi, sono stato in balia del mare per 37 ore», ha raccontato Asif. A distanza di un anno questo ragazzo dagli occhi brillanti si trova dall’altra parte, lavorando a disposizione di chi ha bisogno. Offre la sua esperienza e la sua umanità. Quella di cui oggi abbiamo tutti estremo bisogno.
Asif è stato fortunato. È sopravvissuto e oggi gioca una nuova partita con la vita. Una storia a lieto fine che insegna che accogliere può voler dire solo diventare migliori. (b.p.)
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