Asili nido e paritarie, niente fondi

La responsabile degli istituti materni: «Speriamo che la Regione ci ripensi»
L’AQUILA. La Regione non approva il fondo 0-6 anni per i nidi e le scuole paritarie. Il decreto del presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, per contenere il coronavirus ha portato, tra le altre cose, alla chiusura di tutte le scuole il 5 marzo. Da quella data in poi insegnanti e alunni sono rimasti a casa e hanno proseguito a distanza l'attività didattica. A differenza delle scuole statali, però, quelle paritarie e private sono andate subito in difficoltà. Reggendosi infatti per lo più sulle rette delle famiglie e alcune, accreditate o paritarie, sui contributi regionali e statali, hanno iniziato ad accusare il colpo. Non avendo in entrata le rette, ma avendo in uscita stipendi, bollette e canoni si sono viste costrette a bussare alla porta della Regione per chiedere l'istituzione di un fondo 0/6 come avvenuto in altre regioni d'Italia come il Piemonte. «Abbiamo chiesto di istituire un fondo per sostenere le strutture 0/6 che sono centinaia e centinaia in tutto l'Abruzzo, ma la Regione non ci ha ascoltato», ha precisato Veria Perez, responsabile della Federazione Italiana scuole materne, «copriamo interi territori d'Abruzzo dove ci sono solo strutture paritarie o nidi privati che rispondono alle esigenze educative delle famiglie. Abbiamo chiesto un fondo economico destinato alla nostre strutture per garantire la nostra presenza sul territorio a supporto delle famiglie. Purtroppo non siamo stati ascoltati. Siamo amareggiati perché la Regione Abruzzo e il presidente Marco Marsilio, al quale ci eravamo rivolti, non hanno tenuto conto di tutto ciò ignorando la costituzione del fondo. Speriamo che ci un ripensamento».
Mentre le scuole paritarie e i nidi fanno i conti con le utenze da pagare le insegnanti continuano da casa con tutorial e video lezioni la loro attività formativa destinata ai più piccoli. La richiesta della costituzione di un fondo 0/6 era stata chiesta al consiglio regionale anche attraverso un emendamento presentato dal consigliere regionale Sandro Mariani. La proposta, però, è stata bocciata. «Il mio emendamento puntava alla creazione di un fondo che potesse sostenere l'educazione per l'infanzia e quindi centinaia di famiglie abruzzesi», ha precisato il consigliere del gruppo Abruzzo in Comune, «ma il consiglio regionale l'ha bocciato. Si trattava di un sostegno al sistema integrato dell'educazione per l'infanzia: nidi e scuole che si trovano tra la difficoltà di richiedere la retta alle famiglie, alle quali non erogano il servizio, e la difficoltà a pagare gli stipendi. Il governo regionale si è espresso in modo contrario alla misura di sostegno, lasciando così in capo alle famiglie l'obbligo del pagamento delle rate che solo successivamente potrebbero essere rimborsate dall'Inps».
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