Asili pieni, non si trovano i posti per 139 bimbi in lista d’attesa
Il Comune alla ricerca di fondi per inserire nei nidi privati i piccoli esclusi dalle strutture pubbliche Ma resta poco tempo a disposizione per stipulare una convenzione, il 16 settembre si torna in classe
PESCARA. I 139 bambini esclusi dagli asili nido comunali per mancanza di posti rischiano di non poter andare a scuola quest’anno. Il Comune non ha ancora stipulato le convenzioni con i nidi privati per accogliere i piccoli che sono rimasti in lista d’attesa.
«Siamo alla ricerca dei fondi necessari per questa operazione», spiegano gli uffici dell’ente. Ma il tempo rimasto è poco. Il prossimo 16 settembre si riapriranno le scuole. Negli anni passati i protocolli d’intesa con i nidi privati autorizzati venivano stipulati nei primi giorni di luglio, anche per consentire alle famiglie di potersi organizzare in tempo utile. Ma, probabilmente, il passaggio di consegne dalla precedente all’attuale amministrazione ha comportato qualche ritardo tecnico.
Fatto sta che ora è partita una corsa contro il tempo per cercare di inserire i bimbi esclusi. Tra l’altro, anche quest’anno i piccoli in lista d’attesa superano di gran lunga quelli ammessi negli asili comunali. Le domande presentate entro la scadenza dell 7 giugno sono state 265, ma hanno trovato posto solo 124 bimbi, mentre gli esclusi sono 139. I nidi comunali funzionanti sono sei: Raggio di sole, in via Colle Marino; Mimosa, in via Croce; Il gabbiano, in via Cecco Angiolieri; Il bruco, in via Rigopiano; L’aquilone, in via del Santuario; La conchiglia, in via Vespucci. Il settimo, Cipì, in via Dalla Chiesa, è ancora chiuso per lavori.
Le richieste presentate, dunque, superano di gran lunga l’offerta di posti disponibili. Questo accade sistematicamente prima di ogni anno scolastico. Per questo le precedenti amministrazioni erano ricorse alle convenzioni con i privati. Le strutture che in passato avevano aderito al progetto dell’ente erano in tutto nove. Per aiutare le famiglie a sopportare i costi maggiori, il Comune si faceva carico di coprire la differenza tra le rette fissate dalle strutture private e quelle che i genitori avrebbero dovuto pagare se i propri figli avessero frequentato gli asili dell’ente. In pratica, il calcolo del contributo veniva effettuato tenendo conto della quota del nido privato e la retta stabilita per frequentare gli asili dell’ente. La spesa complessiva si aggirava all’incirca sui 110mila euro. Il contributo erogato alle singole famiglie toccava l’anno scorso 450 euro al mese, per i bambini iscritti al tempo pieno e 400 euro, per quelli che frequentavano a tempo ridotto.
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