«Asili? Prima i pescaresi»: la città divisa
E lunedì il regolamento torna in Consiglio: è scontro maggioranza-opposizione sulla norma che dà priorità ai residenti
PESCARA. Niente accordo, almeno per ora, sul nuovo Regolamento dei nidi d’infanzia comunali. Il tentativo di dialogo tra maggioranza e opposizione sulle modifiche da apportare al testo è fallito giovedì scorso, dopo che la seduta del consiglio comunale, convocata per esaminare il provvedimento, è andata deserta per l’assenza di alcuni consiglieri del centrodestra.
Così, lunedì mattina si tornerà in aula e sarà quasi certamente scontro. Il centrosinistra ha presentato una cinquantina di emendamenti per modificare il testo contestato dall’opposizione.
In particolare, la parte su cui si concentrano le critiche è quella delle iscrizioni agli asili. Parliamo dell’articolo 3 del nuovo Regolamento che recita così: «Usufruiscono del nido d’infanzia tutte le bambine e i bambini di età compresa tra tre mesi e tre anni, senza alcuna distinzione di sesso, cultura, lingua, etnia, religione, condizione personale e sociale, residenti nel Comune di Pescara (la residenza riguarda il bambino e almeno un genitore).
La norma prosegue: «Sono equiparati ai residenti del Comune di Pescara anche i bambini in affido presso famiglie residenti, nonché i bambini di cui almeno un genitore appartenente alle forze dell’ordine o alle forze armate assegnato a prestare servizio presso strutture presenti nel territorio comunale». E ancora: «La domanda di ammissione di bambini non residenti può essere accolta, a condizione che siano integralmente soddisfatte le richieste dei residenti relativamente alla fascia di orario e fascia di età».
Oggetto di critiche è anche l’articolo 23 del Regolamento, riguardante la determinazione della retta. «In caso di ammissione di bambini non residenti», si legge nel provvedimento, «condizionata all’avvenuto soddisfacimento delle richieste dei residenti relativamente alla fascia di orario e alla fascia di età, la retta mensile dovuta sarà quella corrispondente alla retta massima per frequenza a tempo pieno, o retta massima per frequenza a tempo ridotto».
Dunque, viene data priorità di ingresso ai bambini residenti. In questo modo, secondo l’amministrazione comunale, si dovrebbero superare i problemi dei bimbi che restano nelle liste d’attesa ogni anno. Ma per il centrosinistra si tratta di un’ingiustizia. «Una graduatoria di serie A per i bambini figli di pescaresi», ha fatto notare il Pd, «e una graduatoria di serie B a tariffa massima per tutti gli altri bambini. La bozza del nuovo Regolamento è agghiacciante, il centrodestra prova a rispolverare lo slogan “prima i pescaresi” sulla pelle dei bambini, provando così a far dimenticare che per colpa della giunta Masci sono tornate le lunghissime liste d’attesa ai nidi».

