Asili senza posti, la Cgil chiede nuovi investimenti al Comune

23 Luglio 2021

PESCARA. La Cgil interviene sul problema della carenza di posti negli asili nido comunali. Il prossimo anno scolastico 202 bambini resteranno esclusi e non sarà possibile nemmeno inserirli nei nidi...

PESCARA. La Cgil interviene sul problema della carenza di posti negli asili nido comunali. Il prossimo anno scolastico 202 bambini resteranno esclusi e non sarà possibile nemmeno inserirli nei nidi privati perché il Comune non ha i soldi per rinnovare la convenzione con gli istituti.
«I mezzi di informazione in questi giorni hanno riportato la situazione relativa alla disponibilità dei posti negli asili nido pubblici nel Comune di Pescara», dice il segretario generale della Cgil Pescara Luca Ondifero, «128 posti disponibili, su 326 domande presentate, rendono l’idea della limitatezza dei posti, che influisce e condiziona pesantemente la domanda, anche per i requisiti richiesti molto restrittivi. Si aggiunge inoltre la mancata convenzione con le strutture private che limita ulteriormente la possibilità di fornire alle bambine e ai bambini un percorso socio educativo che una società moderna ed evoluta dovrebbe garantire».
«I dati Istat», afferma, «testimoniano che il calo demografico presente non solo nel nostro territorio è strettamente connesso alla diminuzione delle nascite, su cui la precarietà del lavoro e del reddito, e l’assenza dei servizi alla persona, ne rappresentano in gran parte la causa scatenante. La complessità del tema non può trovare soluzione nelle sole azioni delle singole comunità territoriali, ma richiederebbe una analisi approfondita e un nuovo modello di sviluppo su cui basare il nostro presente e futuro, ciononostante i Comuni comunque hanno la possibilità e il dovere di incidere con le azioni politiche e programmatiche sul territorio».
«Non servono i bonus bebè una tantum per incoraggiare le nascite», sostiene Ondifero, «ma bisogna compiere delle scelte su come rendere compatibile genitorialità e lavoro, ambiente e territorio, educazione e formazione. Quel ruolo compete al pubblico, e non può essere delegato alle iniziative private che consentono ai ricchi di poter accedere alle offerte educative e ai poveri di dover rinunciare al lavoro per poter accudire i propri figli. La Cgil, già nel 2019, aveva posto l’accento sul tema dell’infanzia e richiesto ed ottenuto un confronto con l’amministrazione comunale, poi arenatosi, a cui chiede che vengano messe in atto tutte le energie, le azioni programmatiche e gli investimenti, propri, regionali, nazionali ed europei, e che riapra con urgenza anche il confronto con le parti sociali, affinché venga riconosciuto il diritto all’infanzia alle bambine e ai bambini e il diritto al lavoro ai genitori».