Asilo nido, stangata per la mensa

8 Settembre 2022

Manoppello. L’opposizione: «Aumenti del 280%». L’assessore: cambiata la ditta

MANOPPELLO. Sono aumentate fino a 634 euro al mese le rette dell’asilo nido La Quercia di via Tosti, a Manoppello Scalo.
«Una stangata per le famiglie», denunciano i consiglieri comunali del gruppo L'Alternativa, Barbara Toppi, Stefano Mancini, Anna Giuseppina Ilario e Lucio Di Bartolomeo. E l'assessore al Sociale, Giulia De Lellis, ribatte: «Con i rimborsi Inps i costi per le famiglie si riducono di oltre la metà e c’è chi pagherà non più di 100 o 200 euro mensili».
«Le tariffe variano a seconda del reddito Isee delle famiglie», spiegano i consiglieri di L'Alternativa, «lo scorso anno chi dichiarava un Isee di 5mila euro (il minimo) pagava 98 euro per il solo servizio di mattina (ore 7-13) e 122 euro il giornaliero (fino alle 17). Quest’anno per la fascia minima di reddito fissata a 12mila le rette ammontano a 489 euro tempo pieno, 456 euro tempo parziale pomeridiano dalle 7.30 alle 15.30 e tempo parziale mattutino, 372 euro. Mentre per chi supera la fascia Isee di 40mila euro, paga tre differenti quote, 634, 591 e 483 euro. Il nido riapre con questa spiacevole sorpresa per i genitori, con un aumento delle tariffe che arrivano anche al 280%. Una stangata inspiegabile che è arriva in un momento di forte crisi per le famiglie e se si considera che è stata appena aggiudicata la gara al nuovo gestore con prezzi pari al precedente affidamento». L’assessore De Lellis spiega le ragioni per le quali si è arrivati a pagare tariffe così alte «per un servizio educativo a domanda individuale che comprende socializzazione, pisolino, pasto e bagnetto, per ciascun bambino» tra zero e tre anni. L’asilo nido La Quercia ne potrebbe ospitare oltre 40, ridotti a 20 con le restrizioni Covid. Lo scorso anno erano 18, quest’anno le iscrizioni scadono oggi, 8 settembre.
«I precedenti aggiudicatari», va avanti l’assessore, «hanno rescisso in anticipo il contratto e con i tempi stretti, nel periodo estivo, abbiamo dovuto ricorrere a un affidamento di urgenza e al bando ha risposto una sola ditta, una coop di Lanciano che ha imposto questi prezzi, 650 euro mese a base d’asta ridotti a 634. Ma questo è il prezzo finale che paga chi ha un Isee di oltre 40mila euro. Tariffe che si riducono con i rimborsi Inps che le famiglie possono iniziare a richiedere. Lo scorso anno il Comune è intervenuto con un fondo di 90mila euro, quest’anno non disponibiamo di tali cifre».