Asilo, posto di lavoro e tfr Tremano 19 educatrici

SAN GIOVANNI TEATINO. Non si placa la polemica sul nido di via Ciafarda, che da servizio pubblico per l’infanzia, gestito in house dalla Sgt Multiservizi, diventerà al 100% privato dal primo ottobre,...
SAN GIOVANNI TEATINO. Non si placa la polemica sul nido di via Ciafarda, che da servizio pubblico per l’infanzia, gestito in house dalla Sgt Multiservizi, diventerà al 100% privato dal primo ottobre, affidato alla coop sociale L’Arcadia di Pescara.
Il nodo cruciale è il futuro delle 19 lavoratrici dell’asilo, delle quali una parte rischia di perdere il posto a causa del crollo delle iscrizioni, passate da una media storica di oltre 80, fino allo scorso luglio, a poco più di 40 bebè frequentanti dopo la pausa di agosto. Ieri, i sindacati hanno incontrato l’attuale proprietà, la municipalizzata Sgt, che ha avviato le procedure di licenziamento collettivo delle dipendenti dell’asilo che, con la cessazione del servizio comunale, risultano in esubero. Sul fronte della nuova proprietà invece, non avrebbero ancora preso il via le trattative per definire modalità e tempi del passaggio delle maestre alla coop Arcadia. Non si sa quindi quante resteranno a lavorare in via Ciafarda e quante andranno a casa. Da appurare inoltre, se da qualche parte, nelle pieghe del bilancio comunale, siano state reperite le risorse per il Tfr alle lavoratrici che, il 30 settembre, cesseranno il rapporto con la municipalizzata. Somme mai accantonate negli anni di gestione della Fb Servizi, società in house, in liquidazione dal 2015, che non si riesce ancora a liquidare.
Alle opposizioni che criticano la privatizzazione del nido replica il sindaco, Luciano Marinucci: «Ancora una volta, Costantini, Parrucci, Silvestri e Cutrupi hanno perso l'occasione di fare qualcosa di utile. Non fanno altro che alimentare polemiche, distogliendo l’attenzione dalla realtà e dalla loro incapacità di fare un’opposizione valida e produttiva.
Di ieri la notizia che anche Francavilla continua a perseguire una scelta di privatizzazione per il nido, come ormai in tantissime realtà italiane, poiché queste gestioni ormai non sono più sostenibili a livello comunale, in quanto troppo onerose». Secondo il sindaco, la minoranza non ha un atteggiamento costruttivo, zero proposte con le gambe per camminare e troppe polemiche: «Non hanno fatto pervenire nessuna proposta e quando lo hanno fatto non hanno saputo produrre nulla di più di un documento che, dati alla mano, era pressoché irrealizzabile. Il nido è tutt’altro che chiuso. Far passare questo messaggio falso è un atto irresponsabile verso le famiglie, verso le istituzioni e verso quelle professionalità che lavorano nel nido e che ora più che mai hanno bisogno di fiducia. Mi aspettavo un’opposizione capace di fare quadrato, conoscendo la posta in gioco e sapendo che ci sono in ballo posti di lavoro da salvaguardare. Questo era il momento di incentivare il rapporto famiglie-nido, ma l’opposizione, ancora una volta, si è messa dalla parte del torto». (g.d.l.)
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