Asl, D’Amario «Va tutelato il punto nascite di Penne»
PENNE. La possibile chiusura del punto nascita di Penne continua a tenere banco sui tavoli della politica locale e regionale. Dopo il corteo di protesta organizzato dal comitato civico “Lotta per la...
PENNE. La possibile chiusura del punto nascita di Penne continua a tenere banco sui tavoli della politica locale e regionale. Dopo il corteo di protesta organizzato dal comitato civico “Lotta per la sanità vestina” e le pressioni degli amministratori di tutta l’area, la questione è passata anche al vaglio del comitato ristretto dei sindaci della Asl di Pescara e dei vertici aziendali. All’ultima seduta del consesso ha partecipato anche il manager della Asl pescarese Claudio D’Amario che si è detto possibilista circa il mantenimento in vita del reparto nascite dell’ospedale San Massimo.
Il direttore generale sposa la tesi degli amministratori locali che sostengono che nella valutazione circa il punto nascita pennese, a oggi affidata al governo regionale sulla base delle linee guida nazionali, non si possa tener conto solo del numero dei parti, ma debbano essere considerate anche le peculiarità che lo caratterizzano in termini di accessibilità.
«Per la morfologia del territorio», osserva D’Amario, «e la relativa viabilità che collega i piccoli centri montani alla costa, il punto nascita di Penne è un servizio che andrebbe preservato per ragioni di sicurezza delle partorienti, evitando un ulteriore depauperamento di una zona che soffre altri disagi. Non bisogna considerare Penne come un caso a sé stante, ma ragionare in un’ottica di rete regionale. Nell’atto aziendale sanitario è ancora previsto il percorso nascita nell’ospedale vestino».
Il manager, a margine della seduta, interviene anche sul problema - sollevato dal sindaco di Penne Rocco D’Alfonso - sorto per la commissione Invalidi civili che a Penne non ha un presidente stabilmente assegnato da oltre un anno e mezzo, creando gravi ritardi nella chiusura delle pratiche.
«Titolato a presiedere la commissione», spiega D’Amario, «è solo un medico legale, figura difficilmente reperibile attualmente; la turnazione tra i professionisti già incaricati dall’azienda, garantisce un iter corretto delle istanze, ma la tempistica spesso dipende dalle modalità con cui lavorano i membri delle commissioni stesse che spesso richiedono accertamenti inutili».
Claudia Ficcaglia

