Asl, la nomina del direttore diventa un caso alla Regione

1 Agosto 2017

Febbo, presidente della commissione vigilanza, convoca Mancini per domani «Zappalà non aveva i requisiti per diventare responsabile amministrativo»

PESCARA. La nomina del nuovo direttore amministrativo della Asl finisce sotto la lente della Regione. A sollevare il caso, è stato Mauro Febbo, presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale, che ha presentato un’interpellanza in cui si chiede l’immediato intervento sia del governatore Luciano D’Alfonso sia dell’assessore Silvio Paolucci «per evitare un ulteriore danno amministrativo ed erariale».
Febbo chiede di «verificare se Paolo Zappalà abbia tutti i requisiti previsti e, soprattutto, esaminare se tale incarico non sia in contrasto» con la norma «che prevede l’inconferibilità di incarichi di direzione nelle aziende sanitarie locali a soggetti che abbiano già ricoperto ruoli in Enti di diritto privato regolati o finanziati».
Proprio su questo argomento, ha aggiunto Febbo, «ho convocato per domani in commissione vigilanza il direttore generale Armando Mancini per discutere tale nomina che, carte e sentenze alla mano, ritengo illegittima». Febbo non esclude provvedimenti a carico del manager e chiede che il provvedimento di nomina venga annullato.
«Esiste», aggiunge, «un parere inequivocabile e chiaro dell’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione), dove si esplicita come Zappalà non poteva e non può assumere il ruolo da direttore amministrativo visto il suo precedente e recente incarico. Il neodirettore, incaricato dall’Asl di Pescara ad aprile 2016, dalla lettura del suo curriculum, sostiene Febbo, fino al primo luglio 2015 ha ricoperto il ruolo di “direttore amministrativo con incarico di direttore acquisti” all’università Cattolica del Sacro Cuore, policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma, ossia un ente privato senza scopo di lucro. In base alle disposizioni previste dall’articolo 5 del decreto legislativo 39/2013, «gli incarichi di direttore generale, sanitario e amministrativo nelle aziende sanitarie locali non possono essere conferiti a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dal servizio sanitario regionale», come è in questo caso il Gemelli. Un caso analogo ha riguardato anche l’Asl di Latina, dove un direttore in precedenza aveva ricoperto l’incarico di dirigente amministrativo della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma.
«Per questo motivo», ha rimarcato Febbo, «prima di creare un nuovo pasticcio come quello avvenuto con il caso Di Pietro all’Asl di Chieti, invito sia il direttore Mancini sia il governo regionale a rivalutare e rivedere tale nomina poiché si possono ravvisare gravi danni erariali. Per questo motivo, ho chiesto nella mia interpellanza che vengano verificati quali provvedimenti si intendano intraprendere nei confronti del direttore generale della Asl Pescara, Mancini, che non ha tutelato l’Azienda sanitaria omettendo di verificare la sussistenza dei requisiti dichiarati dal dottor Zappalà; se in mancanza dei requisiti non si ritenga necessario e utile annullare il provvedimento amministrativo di nomina adottato in violazione di legge; quali iniziative si intendano intraprendere nei confronti delle dichiarazioni di assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità rese dal dottor Zappalà alla Asl Pescara e se si ritiene che ci siano responsabilità amministrativo-contabile per procurato danno erariale in quanto l’Asl ha corrisposto somme in favore di soggetti che non ne avevano diritto». (e.r.)
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