Asl, Pronto soccorso in emergenza Bloccati gli accessi

28 Agosto 2018

Oggi il consiglio comunale straordinario con i vertici sanitari Discuterà il caso di Geriatria e il nuovo modello organizzativo

PESCARA. Ennesima giornata da bollino rosso al Pronto soccorso, con un picco di circa sessanta persone in fila in contemporanea in sala d’attesa. Tra codici gialli e verdi, l’attesa minima è stata di 5 ore. Le chiamate continue al 118 e la carenza di personale medico per l’intera giornata ha spinto la Asl a disporre, in serata, il blocco dei pazienti in arrivo con le ambulanze per dirottarli negli ospedali di Penne e Popoli oppure, a seconda dei casi, a Chieti, Ortona e Atri.
Nel giorno in cui in consiglio comunale è stata programmata una sessione straordinaria per individuare una soluzione per il reparto al collasso di Geriatria, l’ospedale pescarese ha vissuto l’ennesima emergenza. Sotto i riflettori, dopo il boom dei ricoveri dei giorni scorsi al sesto piano, nel reparto diretto da Emilio Simeone, è finito stavolta il Pronto soccorso guidato da Alberto Albani. Per tamponare le continue richieste di soccorso, ieri persino i mezzi della Croce angolana e della Life Pescara sono rimasti in servizio oltre l’orario abituale.
NUOVO MODELLO. Intanto, per cercare una soluzione al cronico sovraffollamento del reparto di Geriatria, è stata firmata dal direttore generale della Asl Armando Mancini una delibera che prevede una differente ripartizione dei pazienti in ingresso, a partire dal loro arrivo al Pronto soccorso. Il nuovo modello organizzativo, tuttavia, come ha rivelato il direttore sanitario della Asl Valterio Fortunato, andrà a regime soltanto in autunno, una volta superata l’emergenza estiva.
Le direttive fanno seguito a un tavolo di lavoro con la Prefettura, convocato dai vertici sanitari in seguito allo scoppio dell’ultima emergenza nel giugno scorso, quando il reparto ha raggiunto il limite di 72 pazienti ricoverati, su 52 letti disponibili. Un caso denunciato anche dalle telecamere del Tg5.
La soluzione individuata nella delibera della Asl per Geriatria prevede di mettere da parte il criterio dell’età anagrafica degli utenti che arrivano al Pronto soccorso e devono essere smistati nei reparti, prediligendo invece il criterio della patologia sofferta dal paziente, quindi indipendentemente dai suoi anni. Oggi, invece, chi supera il 75esimo anno di età viene fatto ricoverare in automatico a Geriatria. Una condizione che va a intasare il reparto, che come da linee guida regionali annovera 52 posti letto, ma mediamente arriva a contare circa 60 pazienti giornalieri.
EMERGENZA CRONICA. Sono anni, ormai, che il reparto di Geriatria scoppia. I suoi 52 posti letto all’occorrenza diventano molti di più con l’aggiunta di altri lettini nelle camere e delle barelle disposte persino nelle corsie, spesso con i paraventi a garantire un minimo di privacy dei malati. A questo si aggiunge poi il problema degli organici ridotti all’osso: nel reparto sono in servizio 10 medici, 11 operatori socio sanitari e 30 infermieri, di cui «circa il 70 per cento interinali, con contratti in scadenza il 31 agosto», ha rivelato qualche giorno fa Simeone, ammettendo che per gestire le emergenze «ci vorrebbero almeno due medici in più».
CONSIGLIO STRAORDINARIO. Alla luce di questi problemi, il consigliere comunale Massimiliano Pignoli si è fatto promotore di una richiesta di consiglio comunale straordinario dal titolo “Problematiche sulla carenza posti letto nel reparto di Geriatria dell’ospedale civile di Pescara” sottoscritta da 13 consiglieri di centrodestra e centrosinistra: Piernicola Teodoro, Fabrizio Rapposelli, Luigi Albore Mascia, Guerino Testa, Massimo Pastore, Alfredo Cremonese, Ivano Martelli, Gabriella Lola Berardi, Adamo Scurti, Fabrizio Perfetto, Pierpaolo Zuccarini, Giuseppe Bruno e Carlo Masci. Si tratta della prima seduta di consiglio comunale dopo la pausa estiva dei lavori. La discussione, condotta dal presidente Francesco Pagnanelli, comincerà oggi pomeriggio a partire dalle 17,30 e vedrà il coinvolgimento anche dei vertici sanitari e dei sindacati dei lavoratori.
LA RICETTA M5S. «Quello che sta accadendo», è l’opinione del consigliere Domenico Pettinari, vice presidente della commissione sanità in Regione Abruzzo, «non è una novità, ma una triste realtà che il M5S denuncia da tempo. Una realtà che palesa l’inefficienza del riordino sanitario voluto dal Governo regionale di centrosinistra».
«La soluzione per noi più consona», prosegue il consigliere regionale, «è il ripristino dei reparti di Geriatria negli ospedali di Penne e Popoli, il potenziamento dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) e l’attenzione ad alcuni presidi di medicina territoriale in punti strategici. Infine, il riposizionamento di una parte di personale che, seppur assunto come personale infermieristico, lavora negli uffici amministrativi senza titolo».
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