Asl senza budget sopprime il servizio di guardia medica

12 Dicembre 2015

CATIGNANO. Era nell’aria, ma ormai nei prossimi giorni la Asl Pescara dovrebbe decretare ufficialmente la soppressione della guardia medica di Catignano. L’indicazione era già stata data due anni fa,...

CATIGNANO. Era nell’aria, ma ormai nei prossimi giorni la Asl Pescara dovrebbe decretare ufficialmente la soppressione della guardia medica di Catignano. L’indicazione era già stata data due anni fa, quando per risolvere il problema dell’esubero delle postazioni di continuità assistenziale, si erano individuate le due sedi di San Valentino e Catignano. Successivamente, una nuova delibera indicava solo Catignano. Poi tutto si era arenato.

«Ora improvvisamente la Asl decide di rimettere in moto l’iter, con la motivazione del superamento del budget di spesa» dice polemicamente il segretario Fimmg (federazione italiana medici Medicina generale) di Pescara, Sandro Campanelli. «La riflessione che sorge spontanea è che tutte le sedi di guardia sono uguali, ma forse qualcuna è più uguale delle altre…. Quale la motivazione di questa disparità? Forse politica? San Valentino più protetta di Catignano?». Nella stessa zona, avverrà anche un declassamento del 118. Rimarrà quindi solo un’ambulanza senza medico, attiva solo di notte. Con la chiusura della guardia medica di Catignano, tutto il comprensorio ricadrà sulle spalle dell’unico medico in servizio a Cepagatti, a undici km di distanza, che dunque dovrà controllare un territorio di mezzamontagna che arriva fino ai confini con Brittoli. Per i cittadini un innegabile taglio dei servizi. Perché? Dietro a tutto c’è, oltre al ricondurre il rapporto ottimale medici/abitanti ai numeri teorici stabiliti, il tentativo di tagliare le spese, visto che il budget per la continuità assistenziale sarebbe stato superato.

«Se è così», riprende il segretario Fimmg, «qualcuno dovrebbe spiegare come sia possibile che i medici di guardia medica ricollocati a lavorare nei distretti siano pagati sempre con budget della guardia medica invece che, come sarebbe logico, con quello dei distretti stessi. Come si fai poi a lamentarsi che sono finiti i fondi?».

Marco Di Clemente

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