Assalti a case e negozi Presa la banda dei furti

5 Dicembre 2015

Sono otto romeni e un albanese specializzati in colpi-lampo a bordo di auto potenti: in 4 minuti portavano via casseforti, macchine e preziosi

PESCARA. Professionisti del furto. Ladri specializzati, rapidissimi nell’azione, che riuscivano a portare via una cassaforte in quattro o cinque minuti per poi sparire nel nulla. Tenendoli d'occhio per circa un anno i carabinieri hanno scoperto che facevano base a Pescara e da qui si spostavano in tutto il centro-nord, colpendo supermercati, centri commerciali, gioiellerie e abitazioni, e nei bottini dei furti ci sono anche delle automobili le cui targhe venivano apposte su altri veicoli. La banda, con due leader e una distribuzione dei compiti dettagliata, è stata smantellata dai militari del Nucleo investigativo, coordinati dal maggiore Massimiliano Di Pietro, che hanno arrestato nove persone mentre una decima è ancora ricercata. Sono stati presi alla spicciolata, uno alla volta, perché non è stato semplice individuarli, e in via Grotta di Cavallone l'arrivo dei carabinieri è stato accolto con grande soddisfazione dai cittadini. Dei nove, cinque sono finiti in carcere e sono i romeni Florin Petrica, 30 anni, Gheorghe Negoita, 28 anni, Ionut Constantin Boricean, 33 anni, Alexandru Ionut Ardei, 21 anni e Alexadru Teodorescu. Quattro, invece, sono agli arresti domiciliari e cioè i romeni Silviu Cosmin Rosian, 36 anni, Anca Moca, 23 anni, Ioana Trifan, 34 anni, e l'albanese Taco Dritan, 21anni. Vivono tra Pescara, Spoltore, Sambuceto e Chieti Scalo e sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati e ricettazione e al traffico di sostanze stupefacenti. Ieri i primi interrogatori, nel corso dei quali gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

L'attenzione su questo gruppo è scattata dopo gli assalti alla Italcementi di Popoli, tra tentati furti e furti. Tracce lasciate sul posto e telecamere hanno consentito di risalire ai romeni e gli accertamenti portati avanti hanno permesso di monitorare le scorribande tra Abruzzo, Umbria, Lazio Molise, Veneto e Lombardia. Per gli investigatori la banda ha messo a segno una trentina di colpi, in 15 province. L’abilità e la scaltrezza dei ladri (nella foto un’immagine dei ladri ripresi dalle telecamere) hanno dato filo da torcere ai carabinieri perché la banda si muoveva con grande velocità, cambiava le targhe alle auto in continuazione (dopo averle rubate) e la composizione del gruppo era diversa di volta in volta, in base agli obiettivi da colpire e alle disponibilità.

In questa zona sarebbero responsabili di furti avvenuti a Pescara, Spoltore, Montesilvano, Sambuceto, Scafa e Torre de Passeri, e tra Sambuceto e Montesilvano avrebbero piazzato alcuni dei 160 orologi rubati in una gioielleria di Montefranco, dove sono entrati sfondando una vetrata. Quando si sono insospettiti per il movimento di pattuglie hanno cercato di nascondersi infilandosi in capannoni abbandonati, o sotto un vigneto e un uliveto, a fari spenti. Nel momento in cui si sono sentiti alle strette, hanno evitato di usare l'auto che era stata fermata dai militari e ne hanno rubata un’altra, per muoversi. Nascondevano i veicoli in campagna, tra Spoltore a Pescara, e uno è stato trovato alle spalle del parco Calipari. Capendo di essere finiti nel mirino, alcuni sono tornati a casa, in Romania, e uno è stato preso nel momento in cui ha rimesso piede in Italia. Spiando la banda è stato possibile ricostruire un traffico internazionale di droga che vedeva il coinvolgimento anche di Rosian (il romeno ai domiciliari che deve rispondere solo di un tentato furto alla Italcementi). Lo stupefacente arrivava dalla Puglia, veniva spacciato su Pescara e, in parte, destinato in Romania. Corrieri e marijuana sono stati intercettati nei mesi scorsi al casello della A14 di Pescara sud e, su segnalazione dei carabinieri, all’arrivo in Romania, quando un uomo è stato bloccato su un bus con una bambola piena di droga.

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