Assalto alla sala slot, arrestato In casa arma e vestiti per il colpo

Preso nel giro di due ore il bandito che ha tentato di rapinare il locale all’interno del Porto Allegro Decisivo il racconto della commessa. Il grazie del prefetto alla questura: «Così si tutela la sicurezza»
MONTESILVANO. È stato rintracciato e arrestato dalla polizia in meno di due ore il presunto responsabile della tentata rapina a mano armata ai danni della sala slot, che si trova all’interno della struttura del centro d’intrattenimento Porto Allegro di Montesilvano, avvenuta martedì sera. Si tratta di Paolo Rave, 42 anni di Pescara. Ultimamente era in affidamento in prova ai servizi sociali a seguito di condanne riportate: ha precedenti per reati contro il patrimonio e ricettazione; a fine febbraio 2018 era stato arrestato sempre dalla polizia, insieme ad altre due persone, per un furto da 70mila euro messo a segno, la notte fra il 7 e l’8 dicembre 2017, al centro sportivo Le Naiadi, quando era stata portata via una delle tre casseforti.
LE FASI DEL COLPO Attraverso le immagini delle telecamere presenti dentro e fuori la sala slot, gli agenti della squadra volante, diretti da Pierpaolo Varrasso, e quelli della mobile, coordinati da Gianluca Di Frischia, sono riusciti a ricostruire, tre sere fa, attimo per attimo, le fasi della rapina, andata a monte. Tutto è accaduto in due minuti. Vestito di scuro, berretto e cappuccio del giubbino in testa, volto coperto da una sciarpa nera e pistola in pugno, alle 20.30, ha fatto irruzione nell’attività, dove per fortuna in quel momento non c’erano clienti a giocare. C’era soltanto una dipendente all’ingresso, dietro una postazione vetrata. Le ha puntato l’arma all’altezza del viso, intimandole di consegnare il denaro. Ma la donna, come si vede dai filmati, è riuscita subito a scappare via e a chiudersi a chiave in un ufficio attiguo con porta blindata. Il rapinatore, dopo essersi guardato attorno per qualche istante, ha cercato a calci di sfondare la porta della stanza. Visto che non ci riusciva, ha pensato di rubare i soldi contenuti nella cassa del bar. Ha tentato di aprirla, ma anche stavolta nulla ed è stato quindi costretto a rinunciare. A questo punto, è tornato verso la porta dell’ufficio, all’interno della quale si era barricata l’impiegata, e ha provato di nuovo a buttarla giù. Alla fine, capito che non c'era verso, è fuggito via a mani vuote bordo di un mezzo non suo, parcheggiato nelle vicinanze del centro di intrattenimento.
LA RICHIESTA D’AIUTO Nel frattempo, la donna ha chiesto aiuto con il telefonino ad amici e colleghi e, nel giro di pochissimi minuti, sul posto sono arrivate le volanti della polizia insieme agli agenti della mobile e immediatamente sono state avviate indagini e ricerche, che hanno portato a Pescara. Dalle indicazioni fornite dalla dipendente, da un’attività di monitoraggio e investigativa che già stavano svolgendo e dalle immagini delle telecamere, i poliziotti della squadra mobile hanno subito capito che poteva trattarsi di Rave. Sono andati nell’abitazione in cui vive con la madre in zona ospedale civile e hanno trovato i vestiti indossati poco prima per compiere la rapina.
LA PISTOLA A GAS È stato poi lui stesso a far ritrovare la pistola. Un’arma a gas identica e precisa a una Colt 1911 in metallo. L’aveva nascosta in giardino, sotto ad un mobiletto. È stato informato il pm di turno Andrea Di Giovanni e per il 42enne si sono aperte ancora una volta le porte del carcere. L’accusa è di tentata rapina aggravata. Stamattina, alle 10, è prevista l’udienza di convalida davanti al gip Francesco Marino. Rave è difeso dall’avvocato Carlo Di Mascio.
IL GRAZIE DEL PREFETTO Il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha tenuto a ringraziare il questore Luigi Liguori e la polizia «per la professionalità che ha consentito di individuare con tempestività ed efficacia il presunto autore della tentata rapina a mano armata»: «La capillare presenza sul territorio, le operazioni ad alto impatto unitamente ad una pressante attività di contrasto», sottolinea Di Vincenzo, «costituiscono le diverse fasi di una strategia finalizzata a rafforzare la percezione della sicurezza in una provincia in cui si registra negli ultimi anni un andamento in calo della delittuosità. Si è passati da 12.544 delitti del 2019 a 10.264 nel 2022, con un’ulteriore riduzione nel primo trimestre 2023 rispetto all’analogo periodo del 2022 del 24,01%».

