Assalto alla villa: 4 anni ai tre rapinatori

8 Novembre 2018

Vogliono patteggiare i banditi che picchiarono e derubarono di oro e soldi il figlio dell’ex candidata sindaco Lucia Cieri Canta

PESCARA. Nove mesi fa seminarono il terrore nella villa dell'imprenditore Mauro Canta, figlio dell’ex candidata sindaco Lucia Cieri Canta, da 40 anni alla guida della scuola Pitagora. Dopo avere fatto irruzione nell'abitazione di via Crisologo, ai Colli di Pescara, e avere tappato la bocca alla madre e picchiato violentemente il figlio, armati di cacciavite, minacciarono di morte entrambi, facendosi consegnare oro, gioielli e soldi.
I protagonisti di quella mattinata da incubo, Ramo Mujkic, 23 anni, Satomi Hadzovic, anche lui 23enne, e Sevko Ramovic, 31 anni, tutti originari della Bosnia, hanno chiesto di patteggiare una pena di quattro anni ciascuno.
Il pm Rosaria Vecchi, che in un primo momento aveva chiesto il giudizio immediato, ha prestato il suo consenso e ora l'ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari Gianluca Sarandrea. L'udienza si terrà il prossimo 18 dicembre e in quell'occasione il gip deciderà se accettare le richieste degli avvocati Giancarlo De Marco, che assiste Sevko Ramovic, e Antonio Gugliotta, che difende Satomi Hadzovic e Ramo Mujkic. I tre bosniaci sono accusati di rapina aggravata, lesioni aggravate e porto non autorizzato di oggetti atti a offendere.
Erano le 8 del 6 febbraio scorso quando i malviventi, arrivati a Pescara da un campo nomadi di Roma, si intrufolarono nella villa dei Canta dopo aver forzato la porta del garage, convinti che nell'abitazione non ci fosse nessuno. Madre e figlio invece erano in casa e fu proprio la donna ad accorgersi della presenza della banda di rapinatori, composta anche da un quarto complice, rispetto al quale si procede separatamente. Dopo avere tappato la bocca alla donna per impedirle di chiedere aiuto, i rapinatori, armati di cacciavite e di utensili da carpentiere, se la presero con il figlio Mauro, aggredendolo con calci e pugni e costringendolo ad aprire la cassaforte. Minuti terribili per Lucia Cieri e suo figlio, il quale, oltre alla paura, rimediò una ferita alla testa giudicata guaribile in dieci giorni. I rapinatori, invece, dopo aver arraffato il bottino, ossia oltre 10mila euro in contanti, gioielli, orologi e altri oggetti di valore, fuggirono dalla villa. Una fuga che per due di loro durò pochissimo in quanto furono subito acciuffati grazie al tempestivo intervento della polizia, allertata da Mauro Canta. All'arrivo delle forze dell'ordine, i quattro stavano fuggendo a piedi.
Due malviventi riuscirono a far perdere le tracce, mentre Ramo Mujkic e Satomi Hadzovic furono presi in poco tempo. Hadzovic si era nascosto in un locale caldaia vicino all’ufficio postale, mentre Mujkic era entrato in una casa in costruzione, non lontano dalla villetta dei Canta.
Determinante per l'arresto di Mujkic fu l'intervento del dirigente della Mobile, Dante Cosentino, quel giorno libero dal servizio che, accorgendosi del trambusto in zona e pensando a una rapina alle Poste, si attivò immediatamente e partecipò alle ricerche.
Poco dopo, insieme all’assistente capo Marco Faieta, anche lui della Mobile, individuò e bloccò il rapinatore in un casolare abbandonato nelle vicinanze. Sevko Ramovic, invece, fu arrestato il mese dopo a Roma dagli agenti del commissariato Tuscolano, su ordine del gip di Pescara Nicola Colantonio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA