Assalto alle Poste: i sindacati vogliono le guardie giurate

29 Novembre 2020

Allarme sicurezza dopo la violenta rapina con i dipendenti legati Dalle indagini della Mobile i banditi avevano l’accento campano

PESCARA. All’indomani del colpo all’ufficio postale in via Monte Faito, che ha fruttato ai malviventi un bottino di circa 350 mila euro, la squadra mobile della polizia, con il dirigente Dante Cosentino, sta vagliando una per una le immagini delle telecamere dentro e fuori dalla filiale pescarese. Sono in corso, infatti, le ricerche per individuare qualche particolare chiave che possa essere in grado di incastrare i due banditi che venerdì hanno messo a segno la rapina, non si sa ancora se con l’aiuto di un terzo uomo rimasto in macchina.
Dalla denuncia rilasciata ieri dal direttore dell’ufficio postale, che conferma quanto emerso nelle prime ore, sembrerebbe che i due delinquenti siano entrati alle poste poco prima dell’orario di chiusura, intorno alle 13,30. Portavano entrambi il cappello, con la visiera calata sugli occhi e la mascherina, in modo da sfuggire all’occhio delle telecamere, i guanti per evitare di lasciare impronte e, uno dei due, indossava un giubbotto rosso. Sembrerebbe, almeno dalle prime descrizioni dei testimoni, che avessero l’accento campano. Il tutto si sarebbe consumato «tra i 7 e gli 8 minuti», il tempo necessario per legare con delle fascette da elettricista i cinque presenti: le tre sportelliste, l’addetta alle pulizie e il direttore che ha avuto la peggio, strattonato, spinto a terra e colpito con un calcio a una gamba.
Una violenza che, all’indomani del colpo, solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla tutela dei dipendenti di Poste italiane. Esposti quotidianamente al rischio di rapine e alla ferocia dei delinquenti, come i due che venerdì hanno preso a calci il direttore per intimargli di aprire la cassaforte dove era custodito il denaro per pagare pensioni e tredicesime, secondo i sindacalisti i dipendenti sono «le vittime collaterali dell’assenza di sicurezza». È per questo che le sigle sindacali Slp-Cisl di Pescara, con il segretario Sergio Di Febo, e Slc-Cgil Abruzzo, con Guido Cupido, invocano la presenza di guardie giurate negli uffici postali «almeno nei giorni di ritiro delle pensioni», precisa Di Febo, mentre la Cgil propone anche «la regolamentazione degli accessi e la prenotazione dei servizi attraverso la piattaforma online o il numero verde». Due fattori che, secondo il sindacalista, potrebbero costituire un deterrente per i rapinatori e, con l’emergenza sanitaria, andrebbero ad alleggerire il problema degli assembramenti e degli utenti in coda all’esterno delle filiali.
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