Assalto alle Poste tra gli anziani, banditi in fuga con 80mila euro

27 Novembre 2021

Due rapinatori con i fucili bloccano i vigilantes mentre consegnano i soldi all’ufficio e sparano un colpo I malviventi puntano le armi a un imprenditore fermo al semaforo su un furgone e gli portano via il mezzo

PESCARA. Attimi di terrore, ieri mattina, davanti alle Poste di via Tirino, per una rapina a mano armata ad un portavalori fruttata 80 mila euro. Erano da poco passate le 7 e davanti all’ufficio c’erano diverse persone, fra cui degli anziani in fila per ritirare pensione e tredicesima, quando due uomini, completamenti coperti in volto da passamontagna, cappucci e mascherina, armati di pistola e fucile a pompa, sono piombati in mezzo a loro. L’obiettivo, due guardie giurate dell’Istituto di vigilanza Aquila che erano appena scese da un furgone portavalori ed erano in procinto di aprire lo sportello, che si trova accanto a quello Postamat, per inserire i soldi. Si sono avvicinati e sotto la minaccia delle armi li hanno fatti sdraiare a terra, portato via le pistole e sparato anche un colpo in aria. Il foro creato dal bossolo è stato poi trovato al di sotto dello sportellino in cui le guardie stavano mettendo il denaro, che è stato loro letteralmente strappato dalle mani. In totale, stando alle prime stime, 80 mila euro. E non è finita qui, i due malviventi hanno attraversato la strada e si sono diretti verso il furgone di una impresa edile che era fermo al semaforo. Hanno fatto scendere, sempre sotto la minaccia della pistola e del fucile, il conducente e sono fuggiti. Il tutto si è consumato in pochi secondi.
A dare l’allarme, sono state le stesse guardie giurate, che per fortuna, a parte lo spavento, non hanno riportato conseguenze a livello fisico. In particolare l’autista del furgone portavalori che, seguendo alla lettera il protocollo di sicurezza previsto in casi del genere, appena capito quello che stava succedendo, immediatamente si è allontanato con il mezzo, carico di denaro, dirigendosi verso il comando dei carabinieri. Sul luogo della rapina, i militari dell’Arma della compagnia di Pescara, diretti dal capitano Monica Dallari, che ora si occupano delle indagini, e la squadra volante della questura. In volo si è alzato anche l’elicottero dell’Arma. Dopo circa mezzora, nella zona di Colle San Donato è stato ritrovato il furgone dell’impresa edile utilizzato dai banditi per darsi alla fuga.
Sempre a bordo di un mezzo rubato, stavolta pare una macchina, sarebbero invece arrivati, ieri mattina, in via Tirino per mettere a segno il colpo. Un colpo studiato alla perfezione. Già acquisite e in gran parte visionate le immagini delle telecamere presenti in zona, comprese quelle del semaforo, alla ricerca di qualche elemento utile ad individuare i responsabili. Ascoltati inoltre i vari testimoni, dalle guardie giurate al conducente del furgone alle persone in fila per riscuotere la pensione. Stando a quanto riferito proprio da alcuni testimoni, i due, che sicuramente avevano uno o più complici, erano italiani con un accento stretto del sud. I carabinieri sono anche a lavoro sulle eventuali tracce lasciate dai malviventi sui mezzi rubati e utilizzati per l’assalto.
L’ufficio di via Tirino di nuovo, quindi, preso di mira. Appena 10 giorni fa, la scoperta di ammanchi nella cassaforte per 170 mila euro. Ammanchi per i quali risulta indagato il direttore.