Asse attrezzato, ditta in trappola

6 Agosto 2015

L’impresa De Florentiis ancora in gravi difficoltà quattro mesi dopo il crollo del viadotto in via Raiale

PESCARA. Un'alluvione lunga 4 mesi. Quella vera e propria si verificò la notte tra il 5 e il 6 aprile scorsi. Una tubatura probabilmente obsoleta cede, nella zona sottostante l'Asse attrezzato, all'altezza dell'incrocio tra via Raiale e via Fiora, quella che conduce alla sede di Attiva. Case che tremano, come in un terremoto. La corsia d'emergenza dell'Asse attrezzato che crolla per un tratto di 100 metri investendo una condotta fognaria del depuratore.

Nessun ferito, fortunatamente, ma in un attimo le ditte della zona industriale si ritrovano allagate di liquami. Come il magazzino della storica impresa di pompe funebri Fratelli De Florentiis. Una ditta che da quel giorno, denuncia il titolare Vittorio, non trova più pace. A quattro mesi dall'evento calamitoso, infatti, l'operatività dell'azienda è ancora fortemente compromessa. «Nei giorni successivi al disastro, dopo una riunione in Comune, tante sono state le promesse, ma pochi i fatti» lamenta ancora Vittorio.

«Quella notte, con grande fatica e coraggio, insieme ad alcuni volontari, ci siamo letteralmente calati nella fogna e nelle acque nere per poter salvare il nostro materiale». Una volta messe in sicurezza le casse in legno e materiale elettrico per l'allestimento delle camere ardenti, restava però il problema della viabilità e dell'accessibilità al magazzino. Un’emergenza, grida con rabbia Vittorio, incredibilmente ancora irrisolta. «Nelle prime settimane post-alluvione, il passaggio dei nostri mezzi è avvenuto attraverso il "giardino" del depuratore e dell'Attiva. Immaginate quale spettacolo per la vista e l'olfatto delle famiglie in un momento così doloroso per loro» ironizza amaramente l'imprenditore. «Portare le famiglie colpite dal lutto nel magazzino per la scelta di alcuni dettagli per il servizio funebre, è diventato un viaggio in una zona praticamente terremotata, tra sporcizia, polvere, ferro, transenne e buche».

Un calvario che dura tuttora. Eppure, la situazione sembrava tornata alla normalità quando venne creato un piccolo passaggio libero su via Raiale, sufficiente al transito di furgoni e auto funebri ventiquattr'ore su ventiquattro. Una quiete destinata a non durare molto, perché di lì a poco cominceranno i lavori sulla rampa dell'Asse attrezzato e i mezzi pesanti andranno a occupare proprio la piccola via che era rimasta l'unico passaggio per la ditta De Florentiis.

«Spesso abbiamo dovuto chiamare le forze dell'ordine per poter raggiungere i nostri locali. La strada, infatti, più volte è stata completamente chiusa. Quando poi era possibile passare, si andava comunque incontro ai danni provocati dal materiale presente sul cantiere. Finora abbiamo riportato ben cinque forature. Davvero un calvario» si sfoga Andrea, figlio di Vittorio.

Constatata l'impraticabilità della strada ordinaria. si ritorna dunque al punto di partenza. «È stato chiesto il permesso di poter transitare prima a un privato della zona, poi nuovamente all'Attiva, che ha concesso il passaggio abbandonando ogni scaramanzia. Tuttavia, i disagi per noi restano enormi. Due volte a settimana un pesante cancello dell'Attiva viene chiuso e dobbiamo aprirlo noi manualmente» prosegue Andrea.

Suo padre rincara la dose: «La strada davanti al nostro magazzino è costantemente sporca, polverosa, e con immondizia, ma nessuno pare curarsene. I bidoni della spazzatura adiacenti alla ditta sono stati rimossi, perché sommersi dalla frana di quella notte. Da più di un mese, nessun intervento dell’amministrazione comunale è stato predisposto per rimuovere la sporcizia. Lavare i mezzi per lavorare dignitosamente è diventata una sfida», osserva scoraggiato il titolare della ditta, Vittorio. O forse, semplicemente riuscire a lavorare normalmente, sembra essere diventata una sfida.

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