Asse attrezzato fino al porto, lite sul progetto

Il centrosinistra rivendica l’opera: «È stata la giunta di sinistra a dare il via all’intervento e non Masci»
PESCARA. Scoppia la lite sui progetti di allungamento dell’Asse attrezzato fino al porto e sulla costruzione delle vasche di prima pioggia per il nuovo depuratore. Ieri, il segretario cittadino del Pd Antonio Caroselli è intervenuto per ricordare i passaggi burocratici compiuti per arrivare al via libera per la realizzazione di queste opere.
«Il centrodestra», dice Caroselli, «ha sempre sostenuto che si trattava di fondi inesistenti e adesso ne continua a rivendicare il merito. Per questo motivo è utile fare qualche precisazione. L’opera di prolungamento dell'Asse attrezzato è resa possibile grazie al lavoro della giunta regionale di centrosinistra guidata dall’allora presidente Luciano D’Alfonso».
Vengono indicati, in proposito, tutti i provvedimenti approvati e gli stanziamenti pubblici assegnati. «La delibera Cipe, con la quale è stato approvato il piano operativo e lo stanziamento dei 15 milioni di euro per i lavori di prolungamento dell'Asse attrezzato, è del 2016», spiega, «in seguito, il Comune di Pescara, con delibera di giunta comunale 83 del 2017, ha approvato un progetto preliminare del prolungamento dell'Asse Attrezzato che si proponeva di modificare l'iniziale proposta Anas, migliorandone l'impatto ambientale e l'integrazione con la viabilità locale». «Sull’abbattimento dello svincolo della circonvallazione di Pescara sud», prosegue, «va sottolineato che uno spreco di denaro pubblico così importante trova la nostra consapevole e decisa contrarietà. Infine, il parco depurativo è un programma di interventi strategici, ideato, progettato e finanziato interamente dalla giunta D'Alfonso».

