Asse attrezzato, un crollo annunciato

Da un mese l’allarme per la crepa lunga 100 metri. È emergenza per la fogna distrutta: i liquami sversati nel fiume
PESCARA. È lunga 100 metri, forse anche 150, la crepa rimasta per un mese sull’Asse attrezzato prima che la strada, verso le 23 di domenica scorsa, franasse su via Raiale travolgendo anche la condotta fognaria diretta al depuratore. Un crollo annunciato che ha sradicato anche i pilastri e distrutto più di trecento metri di fogna. Lo dimostrano le testimonianze degli automobilisti e anche una foto scattata dall’Anas e diffusa proprio dall’Anas dopo il cedimento: nell’immagine a destra si nota una striscia più nera proprio nel punto in cui è avvenuto il distacco. È l’asfalto che gli operai dell’Anas hanno messo per coprire la crepa che si era aperta a partire dal 5 marzo scorso, quando, a causa del maltempo, la strada aveva mostrato i primi problemi con il manto. Una crepa che, di giorno in giorno, si è allargata e chi si è trovato a passare sabato scorso sull’Asse attrezzato, dopo lo svincolo di innesto con la circonvallazione, ha notato che i birilli ormai stavano finendo quasi ingoiati dalla fessura. Perché nessuno è intervenuto? Quella crepa è stata sottovalutata? Il crollo si poteva evitare con lavori di manutenzione? Domande che, a tre giorni dalla tragedia sfiorata – quel tratto di via Raiale, di giorno, è usato come parcheggio – restano senza risposte: durante la riunione di ieri mattina in Comune, l’Anas non ha chiarito il motivo del cedimento e, nel corso della giornata, non ha preso posizione sull’accaduto. «Non è stata avanzata nessuna ipotesi», spiega il vicesindaco Pd Enzo Del Vecchio, «solo l’Anas può dirci cosa è successo». Cioè, se è stato il muro lungo via Raiale a cedere o se è stato l’asfalto a sprofondare. L’unica certezza è che, con la fogna fuori servizio, i liquami di Pescara non finiscono più al depuratore ma direttamente nel fiume. È un’emergenza ambientale che resterà tale per almeno altri due o tre giorni: «Difficile fare una stima dei tempi che occorreranno per la messa in sicurezza e per il ripristino della normalità», dice l’assessore regionale alla Protezione civile Mario Mazzocca che ieri ha fatto un sopralluogo con il sindaco Pd Marco Alessandrini. Il capo dipartimento dell’Anas Abruzzo, Lelio Russo, ha promesso a Mazzocca «celerità con i lavori».
Del Vecchio spiega cosa si farà adesso: «C’è l’urgenza di rimettere in funzione una condotta dismessa che corre sotto via Raiale in modo da riattivare il collegamento delle acque reflue dalla città al depuratore. Adesso, si sta monitorando lo stato della tubazione che è in disuso e che potrebbe bypassare quella danneggiata finché non sarà sostituita. Per il ripristino definitivo della condotta ceduta, è necessario inizialmente reperire i tracciati delle reti esistenti e realizzare una nuova progettazione», dice il vicesindaco, «è difficile stabilire la tempistica. Dall’Arta abbiamo la massima collaborazione e opereremo perché il depuratore torni presto a fare il suo lavoro senza ipoteche sul fiume. Nessun problema per condotte gas ed elettricità e per l’illuminazione pubblica già ripristinata».
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