Assegni falsi per comprare 40 maiali

Due arresti e 4 indagati in un’inchiesta su un giro di animali e mangimi tra Montesilvano, Collecorvino e Morro d’Oro
MONTESILVANO. È la truffa dei maiali comprati con gli assegni falsi e rivenduti in nero. «Bistecche», così gli indagati intercettati dai carabinieri mentre parlavano al telefono chiamavano gli assegni con lo stesso valore della carta straccia, intestati a persone mai esistite. Due gli arrestati ai domiciliari per una truffa da quasi 20 mila euro, messa a segno tra gennaio e febbraio scorso, ai danni di due imprenditori agricoli, uno di Collecorvino e l’altro di Morro d’Oro: Paolo Porreca, 41 anni di Città Sant’Angelo, e Marco Leone, 47 anni di Montesilvano. Sono loro secondo i carabinieri di Montesilvano, i capi di una presunta associazione per deliquere finalizzata a mettere a segno truffe commerciali. Gli altri indagati sono 4, tutti all’obbligo di dimora con divieto di uscire tra le 19 e 7: Stefano D’Orazio, 27 anni di Bucchianico, detto Schumacher perché per i carabinieri aveva il compito di fare l’autista, Alfredo Di Giovanni, 42 anni di Pescara, Patrick Caroselli, 36 anni di Miglianico, e Tony Spinelli, 47 anni di Collecorvino.
Secondo i carabinieri, i 6 avevano messo in piedi una banda «rudimentale, ma efficace, in cui ognuno aveva compiti ben precisi»: Porreca era la mente e Leone il suo braccio destro, poi D’Orazio faceva il trasportatore, Di Giovanni considerato «autore materiale» delle truffe e trasportatore, Caroselli aveva il compito di cercare gli assegni e i titoli bancari falsi e scoperti, Spinelli aveva l’incarico di piazzare gli animali. Un gruppo organizzato che usava più di 15 schede per sentirsi provando così a evitare di ritrovarsi con i telefoni intercettati.
L’indagine dei carabinieri, guidati dal capitano Vincenzo Falce e dal comandante del nucleo operativo e radiomobile Cristian Petruzzella, è partita per caso, quando il 17 dicembre scorso una bomba rudimentale è esplosa in via Prampolini distruggendo un muretto sotto casa di Gianfranco Palmaricciotti, 48 anni già arrestato nel 2012 per essere stato sorpreso a Penne in possesso di una pistola in auto, e successivamente coinvolto nel 2014 in un’operazione antidroga. Scavando tra i motivi dell’esplosione, poi, l’indagine ha virato e ha portato alla scoperta del caso dei maiali comprati ma senza spendere un soldo.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dal pm Gennaro Varone, i capi della banda si presentavano nelle rivendite di animali e mangimi spacciandosi come imprenditori di una ditta inventata, la Agricol Service intestata a un personaggio inesistente, tale Filippo Marcucci, e con partita Iva falsa. Era Porreca il primo a prendere i contatti presentandosi come Marcucci. Con il loro comportamento e promettendo di diventare clienti fidati, Porreca e gli altri sono riusciti a ottenere la fiducia degli imprenditori e pagavano con assegni postdatati: a Morro d’Oro hanno comprato 40 maiali per 6.300 euro ma quando l’imprenditore vero è andato in banca per incassare l’assegno ha capito tutto e si è rivolto alla finanza; a Collecorvino, invece, con un giro di assegni che ogni volta si sostituivano per allungare la scadenza del pagamento la banda ha acquistato del mangime tre volte, all’inizio 50 chili per 1.450 euro e poi 61 e 67 chili per 4 mila euro circa. «Una truffa che si reggeva sulla fiducia complice il periodo di crisi», dicono i carabinieri. E sui falsi: durante le perquisizioni nelle case degli indagati, sono stati sequestrati documenti falsi e timbri di ditte finte.
Gli animali acquistati erano tenuti in diverse stalle tra Collecorvino e Montesilvano e, secondo i carabinieri, erano destinati alla vendita abusiva: per essere allevati in quanto ancora piccoli oppure uccisi e rivenduti come carne pregiata. I carabinieri sono riusciti a recuperare 16 maiali attraverso dei controlli a sorpresa e a restituirli all’imprenditore teramano. Gli altri 24, invece, erano stati già piazzati.
L’ordinanza di applicazione delle misure cautelari è stata firmata dal gip Maria Carla Sacco. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

