Assegno mensile a chi resiste tra i monti

27 Novembre 2020

La Commissione bilancio approva il sostegno contro lo spopolamento dell’entroterra abruzzese

L’AQUILA. Fermare lo spopolamento dei centri montani che sono il cuore geografico ma anche empatico dell’Abruzzo. Un segno concreto in questa direzione arriva da un assegno per 12 mesi destinato alle famiglie che crescono e che vivono in queste zone. Lo prevede un progetto di legge presentato lo scorso settembre, ma approvato ieri dalla Commissione bilancio della Regione Abruzzo.
Il primo firmatario, Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, parla di «una importante misura che si pone il duplice obiettivo di bloccare la desertificazione e favorire la natalità. Prevede l’istituzione, dal primo gennaio 2021, di un assegno di natalità che verrà corrisposto per 12 mensilità, fino a un massimo di 2.500 euro annui a favore dei nuclei familiari dal momento della nascita e fino al compimento del terzo anno di vita di un figlio, o dall'ingresso in famiglia di un minore in adozione o in affido, sempre fino ai tre anni di età. Saranno beneficiari quei genitori residenti in un piccolo comune montano dell’Abruzzo, al di sopra dei 600 metri di altitudine, con una popolazione inferiore ai 3mila abitanti e nei quali si sia verificato un calo demografico, negli ultimi cinque anni, superiore alla media regionale o, in subordine, a quei genitori che si impegnino a trasferire la propria residenza in uno di questi comuni e a mantenerla per almeno tre anni.
Sono oltre cento le località interessate, per un impegno di spesa pari a un milione e mezzo di euro. «L’attenzione che la squadra di Marsilio sta ponendo sui piccoli centri abruzzesi e sulle famiglie trova conferma anche in questa ulteriore azione concreta», ha sottolineato Testa, «che è frutto di un lavoro molto approfondito che ha messo in evidenza un vero e proprio allarme spopolamento nelle zone rurali e montane abruzzesi, con un calo allarmante della popolazione, superiore alla media nazionale, a partire dalla provincia dell’Aquila che registra il dato peggiore. Segno negativo anche per le nascite, che nei piccoli comuni di montagna sono in costante diminuzione. Ritengo che il disegno di legge in questione favorisca lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei comuni montani “minori” che esprimono l’anima della nostra regione». E’ iniziato ieri l’iter di discussione della proposta legislativa. «Sono certo», ha concluso Testa, «che anche gli altri miei colleghi consiglieri vorranno dare un contributo per giungere a una legge di grande qualità, che passerà al voto del Consiglio regionale alla prima seduta utile».
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