Assegno unico per i figli, boom di richieste: 485mila

Il contributo economico verrà erogato a partire dal mese di marzo di quest’anno La misura è destinata a lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati e disoccupati
A due settimane dai nastri di partenza, l'assegno unico per i figli ha fatto registrare un boom di domande (485mila), ai beneficiari che faranno richiesta entro giugno prossimo. L'Inps riconoscerà, fino a quella data, tutti gli arretrati. Per le domande inoltrate a partire da luglio, invece, l’assegno arriverà dal mese successivo e senza arretrati. La misura sostituisce le detrazioni fiscali per carichi di famiglia e l’assegno per il nucleo familiare (Anf) ed è destinata ai lavoratori dipendenti, agli autonomi, ai pensionati e ai disoccupati.
A CHI SPETTA
Possono fare domanda tutti i cittadini italiani, europei o con permesso di soggiorno, residenti in Italia da almeno due anni e che pagano le tasse. L’assegno viene riconosciuto, per ogni figlio a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età. Non vi sono limiti anagrafici nel caso di figli disabili. La domanda per l’assegno dovrà essere inoltrata ogni anno: ai percettori del reddito di cittadinanza l'Inps pagherà automaticamente l’assegno. Per calcolare l’ammontare dell’assegno l’Istituto di previdenza ha messo online un simulatore a si accede inserendo l’Isee, ma la presentazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente non è condizione imprescindibile per ottenere il beneficio. Chi non presenterà l'Isee avrà comunque diritto all'assegno minimo mensile di 50 euro.
COME FARE DOMANDA
Per fare la domanda online basta il codice fiscale. La richiesta deve essere inoltrata sul sito dell’Inps da un solo genitore, una volta all’anno, indicando i dati anagrafici del coniuge e dei figli, oltre a quelli utili al pagamento, di entrambi i genitori in caso di ripartizione a metà dell’importo.
Per legge l’assegno va a entrambi i genitori, anche a quelli separati, ma si può chiedere che venga assegnato a uno solo: al momento della domanda deve essere specificato che vi è accordo con il coniuge. I figli maggiorenni possono fare domanda in sostituzione dei genitori e chiedere la corresponsione diretta della quota di assegno che spetta.
DONNE INCINTA
L’assegno unico è riconosciuto anche alle donne incinta, a partire dal settimo mese di gravidanza. La domanda però può essere inoltrata solo dopo la nascita del bambino: l’assegno unico relativo al settimo e ottavo mese di gestazione verrà accreditati in una volta sola con la mensilità relativa alla nascita. Dal 1° gennaio 2022 sono stati cancellati il bonus nascita e il bonus bebè.
SVANTAGGIO PER LE FAMIGLIE
Secondo i calcoli fatti dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), l’Authority dei conti pubblici, un milione di bambini e ragazzi prenderanno meno soldi con la sostituzione di detrazioni e assegni familiari con il nuovo assegno unico universale. Il Governo ha introdotto una clausola di salvaguardia per evitare questo effetto sul 10% delle famiglie italiane, circa 746 mila nuclei, che perderebbero una media di 503 euro all’anno. Ma la clausola è triennale, vale cioè solo fino al 2024, è soggetta a décalage ed è comunque limitata ai nuclei con Isee fino a 25 mila euro. A partire dal 2024, la perdita di denaro sull’assegno riguarderà 746 mila nuclei in Italia, per un milione di ragazzi, che prenderanno una somma inferiore rispetto a detrazioni e agevolazioni per i figli in vigore fino al 2021.

