Assegno unico per i figli Già scattate le richieste

Viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza e fino a 21 anni di età La somma mensile si calcola in base ai componenti del nucleo familiare e all'Isee
Dal primo gennaio è possibile fare domanda per l'assegno unico universale per i figli, che va a sostituire una serie di detrazioni. Il beneficio, i cui termini sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale, viene erogato per ogni figlio minorenne a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza, e fino a compimento dei 21 anni di età, in particolari condizioni. L'assegno si calcola in base ai componenti del nucleo familiare e all'Isee.
BENEFICIARI.
Viene riconosciuto per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, a decorre dal settimo mese di gravidanza, per i figli che frequentano un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea, se svolgono un tirocinio o un'attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui, se sono registrati come disoccupati e in cerca di un lavoro nei centro pubblici per l’impiego, se svolgono il servizio civile universale. Per ciascun figlio disabile, l'assegno viene erogato senza limiti di età e spetta, in parti uguali, a chi esercita la responsabilità genitoriale.
REQUISITIDEL RICHIEDENTE.
L'assegno unico universale è riservato ai lavoratori dipendenti che finora hanno usufruito delle detrazioni, agli autonomi, ai pensionati e ai disoccupati. È riconosciuto a condizione che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente sia in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno: sia cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea o sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi, sia soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito e sia residente e domiciliato in Italia da almeno due anni, anche non continuativi o sia titolare di un contratto di lavoro almeno semestrale.
IL CALCOLO.
Per ciascun figlio minorenne è previsto un importo pari a 175 euro mensili, che spetta in misura piena per un Isee fino a 15mila euro. Per Isee superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore di 50 euro mensili per chi percepisce dai 40mila euro l'anno in su. Per ciascun figlio maggiorenne, fino al compimento del ventunesimo anno di età, è previsto un assegno di 85 euro mensili, che spetta in misura piena per un Isee fino a 15.000 euro. Per livelli superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere i 25 euro. Per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili con Isee fino a 15.000 euro, a scendere fino a 15 euro, secondo il reddito complessivo del nucleo familiare.
Per ciascun figlio minorenne, con disabilità, è prevista una maggiorazione, che raggiunge i 95 euro mensili in caso di disabilità grave egli 85 euro mensili per i casi meno gravi. Se il figlio disabile è maggiorenne, fino a 21 anni di età, è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 80 euro mensili, che sale a 85 euro dopo i 21 anni: importo che spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro e, a scendere, fino a 25 euro per le famiglie che percepiscono dai 40mila euro in su.
Per le madri di età inferiore a 21 anni è prevista una maggiorazione degli importi individuati di 20 euro mensili per ciascun figlio.
SE I GENITORI LAVORANO.
Se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro, è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore di 30 euro mensili fino a 15mila euro. Per livelli di Isee superiori, l'assegno diminuisce gradualmente fino alla soglia dei 40mila euro. Per livelli superiori la maggiorazione non spetta.
A partire da quest'anno, viene riconosciuta una maggiorazione forfettaria per i nuclei familiari con quattro o più figli, pari a 100 euro mensili per nucleo: gli importi dell’assegno e le relative soglie Isee vengono adeguati annualmente alle variazioni dell’indice del costo della vita.
COME FARE LA DOMANDA.
La domanda può essere presentata da uno dei due genitori, a prescindere dalla convivenza con il figlio, direttamente sul sito Inps tramite Spid, carta di identità elettronica o carta dei servizi, chiamando il contact center o attraverso i patronati. Dopo i 18 anni, la domanda può essere inoltrata anche direttamente dai figli che possono chiedere il bonus direttamente.
Il beneficio ha durata annuale, da marzo a febbraio dell'anno successivo. Per le domande presentate all'Inps a gennaio e febbraio, l'assegno sarà corrisposto a partire da marzo, con pagamenti effettuati dal 15 al 21 del mese. In caso di ritardo contenuto nella presentazione delle domande, inoltrate fino al 30 giugno 2022, l'assegno unico arriverà con tutti gli arretrati. Perderà il vantaggio, invece, chi tarderà ulteriormente: per le richieste presentate dal 1° luglio in poi, infatti, partirà dal mese successivo a quello di presentazione e sarà determinato sulla base dell'Isee valido al momento della domanda.
IL SIMULATORE. Sul sito Inps è disponibile il simulatore che permette, inserendo pochi e semplici dati, di calcolare l’importo dell’assegno. L’accesso al simulatore, fa sapere l'Inps, «non richiede autenticazione dell’utente e i dati inseriti sono anonimi. Il calcolo fornito è puramente indicativo, l’importo effettivo dell’assegno sarà calcolato solo a seguito della istruttoria della domanda avanzata dall’utente, accedendo alla apposita procedura web disponibile sul sito dal 1° gennaio 2022, rivolgendosi ai Patronati o al Contact center dell’Istituto". Link per l’accesso al simulatore: https://servizi2.inps.it/servizi/AssegnoUnicoFigli/Simulatore#.

