Assenti dal lavoro, 12 sanzionati

Il bilancio dei controlli della Asl sui dipendenti: pronto il nuovo piano Anticorruzione
PESCARA. Dodici procedimenti disciplinari avviati nel biennio 2014-2015 e quasi tutti riguardano le assenze ingiustificate dal servizio, «accertate attraverso una penetrante attività di controllo datoriale». Su un personale di 3.241 dipendenti della Asl di Pescara, tra gli uffici, gli ospedali e i distretti sanitari, è lo 0,36 per cento a giocare sporco. È questo il dato dei furbetti contenuto nel nuovo piano Anticorruzione, l’ultima delibera approvata dall’ormai ex direttore generale Claudio D’Amario nominato subcommissario in Campania e sostituito dal neurologo Armando Mancini. Se sono pochi, così dice la relazione della Asl, i dipendenti che trovano scuse per non lavorare, i rischi della sanità pubblica sono sempre tanti: appalti milionari, affidamenti di incarichi esterni, concorsi, gestione di un patrimonio enorme, ispezioni e controlli. E così il piano contro i reati, stilato dal nuovo dirigente Anticorruzione Alberto Cianci che ha preso il posto di Federico De Nicola, definisce anche i «gradi di rischio delle attività». Quindi, ci sono le attività a basso e medio rischio e cioè quelle che hanno pochi margini di discrezionalità e di scelta. E poi ci sono le attività ad alto rischio dove la possibilità che un dipendente pubblico alimenti una catena di favori e clientele è reale: ci sono gli appalti contesi da un lungo elenco di ditte, i concorsi per le assunzioni e gli avanzamenti di carriera, le verifiche sulla libera professione dei medici, ispezioni, controlli e sanzioni. E il documento di Cianci bolla come ad alto rischio di corruzione anche la gestione delle liste d’attesa al Cup: secondo la Asl, quindi, potrebbero verificarsi anche casi di dipendenti capaci di farsi pagare per accorciare i tempi di una visita o di un esame. Ad alto rischio anche le attività condotte dalla direzione amministrativa nel settore delle «convenzioni passive e attive». Considerate a basso rischio le attività della direzione sanitaria sul fronte di «finanziamenti vincolati e progetti obiettivo».
Tra le novità del piano Anticorruzione 2016-2018, che ha sostituito quello 2015-2017, c’è un passaggio che chiama in causa «i responsabili delle strutture aziendali», e cioè primari e dirigenti: devono far ruotare gli incarichi, monitorare i rapporti e «provvedere affinché l’organizzazione della struttura/servizio/ufficio sia resa trasparente, con evidenza delle responsabilità per procedimento, processo e prodotto». Ma c’è un aspetto importante: i responsabili devono essere quasi investigatori per evitare conflitti di interessi.
Speciale tutela per chi segnala gli illeciti: «Tale tutela ha l’obiettivo di evitare che il dipendente ometta di segnalare illeciti per il timore di subire conseguenze pregiudizievoli». La procedura prevede la separazione dei dati del segnalante dal contenuto della segnalazione. Il segnalante diventa così un codice e «non è permesso di risalire all’identità del segnalante salvo il caso in cui la sua conoscenza non sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato».
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