«Assistenza domiciliare a rischio in 5 comuni della Val Pescara»

7 Settembre 2024

L’affidamento dell’appalto è al centro di una vicenda legale tra il Comune di Scafa e due cooperative L’appello di Cgil e Uil al prefetto: «Subito una soluzione per garantire il servizio e tutelare i lavoratori»

SCAFA. Assistenti sociali, psicologi, educatori, operatori socio sanitari, assistenti domiciliari che non sanno per quale delle due cooperative lavorano, Mani Tese o Kolbe, e da chi saranno pagati a fine mese se non si risolverà a breve il caos dei contratti di appalto dei servizi sociali in capo all'Ecad 17 per la zona di gestione Valle dell’Orta Pedemontana che vede il Comune di Scafa capofila. Sulla questione, parecchio intricata, al punto che anche i dipendenti sostengono di non sapere esattamente cosa stia accadendo, intervengono i sindacati della Funzione pubblica Cgil Pescara con Cgil Pescara, e Uil Fpl, che chiedono un incontro urgente col prefetto Flavio Ferdani per «trovare una soluzione», scrivono, «che assicuri la continuità di un servizio assistenziale essenziale per la comunità e tuteli e garantisca il diritto al lavoro dei dipendenti» che si occupano dell’assistenza alle persone fragili e disabili, e servizi relativi all’assistenza scolastica, nei Comuni di Scafa, Roccamorice, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri e Cugnoli che «sono nel caos».
Attualmente, «l’affidamento del contratto di appalto è oggetto di una complessa vicenda legale», spiegano i sindacati, «che coinvolge il Comune di Scafa, la cooperativa Mani Tese gestore uscente e la cooperativa Kolbe gestore entrante», ma entrambe con gli operatori in servizio, alcuni riassorbiti dalla cooperativa entrante. Accade che «la copiosa documentazione e le divergenze interpretative tra le parti hanno generato un clima di e preoccupazione tra i dipendenti, i quali si trovano ostaggi di una situazione che rischia di compromettere la continuità del servizio». Pertanto «i lavoratori, che da anni operano sul territorio, si trovano a fronteggiare un futuro incerto, costretti a subire le conseguenze di una disputa che li vede estranei alle dinamiche decisionali».
Tutto ciò «nonostante la pendenza di un ricorso al Tar Abruzzo» da parte di una delle due cooperative, vi sono già state varie pronunce del Tar di segno opposto e la pronuncia - forse l’ultima - sarebbe attesa per il 13 settembre). La Fp Cgil Pescara e la Cgil Pescara «lanciano un appello alle parti coinvolte affinché si giunga quanto prima a una soluzione condivisa e responsabile, che ponga fine a questa situazione di gravissimo stallo, al fine di tutelare i cittadini che fruiscono del servizio sociale e garantisca la tutela dei diritti dei lavoratori». Il segretario generale della Fp Cgil Pescara, Massimo Di Giovanni, e la segreteria della Fpl Uil Pescara coordinata da Francesco Marcucci, hanno inviato una lettera al prefetto, all’Ispettorato del lavoro, al Comune di Scafa, alle cooperative Mani Tese e Kolbe, e per conoscenza al Tar nella quale chiedono un incontro urgente con le parti in prefettura «per evitare uno stato di agitazione che si tradurrebbe nel grave rischio di non garantire il servizio assistenziale, a tutela del personale» che «risulta ostaggio delle diverse interpretazioni, assunte sia dalla coop Mani Tese sia dal Comune di Scafa».