Assistenza migranti, gli operatori sono senza stipendio da 4 mesi

18 Agosto 2024

La denuncia del consigliere regionale Blasioli: «La Asp, che gestisce il centro Sai, non eroga i fondi» In ritardo anche il versamento delle quote da parte del Comune. E a breve scadrà la concessione

PESCARA. I dieci dipendenti del centro Sai di via del Santuario, che assicura l’accoglienza di venti minori migranti, sono senza stipendio da 4 mesi. A denunciarlo sono il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli e la consigliera comunale Dem Michela Di Stefano che hanno svolto una visita ispettiva. «Operatori da mesi senza stipendio, struttura fatiscente e servizio carente», questa la presa di posizione di Blasioli e Di Stefano.
Il centro Sai è gestito dall’Asp, l’Azienda pubblica di servizi alla persona per la provincia di Pescara costituita dalla Regione Abruzzo: il Comune di Pescara ha sottoscritto una convenzione la cui scadenza era originariamente fissata al 31 dicembre del 2023, salvo poi essere differita, sulla base di specifici decreti del ministero dell’Interno, prima al 30 giugno 2024, e infine al 31 agosto 2024 nelle more dell’espletamento della nuova procedura di gara per l’affidamento dell’organizzazione della gestione dei servizi. «Tra qualche giorno quindi», spiega Blasioli, «terminerà l’ultima proroga, a meno che l’Asp non venga nuovamente individuato come soggetto gestore, e in tal caso vogliamo sperare che non si tratti dell’ennesima proroga di qualche mese. Le proroghe di questo tipo infatti non danno certezza al personale, non permettono le assunzioni che sarebbero necessarie e non consentono nemmeno lo svolgimento delle attività previste. Non a caso il centro è attualmente sprovvisto di un insegnante di lingua italiana».
Blasioli parla di «alcune criticità»: «Le prime riguardano lo stipendio dei dipendenti, che, come spesso avviene per l’Asp pescarese, viene accreditato con forte ritardo. Stando alle informazioni da raccolte, infatti, sembrerebbe che i 10 operatori impiegati presso la struttura non ricevano gli emolumenti da circa 4 mesi, situazioni analoghe si riscontrano anche in altri servizi gestiti dall’Asp. Vogliamo capire inoltre perché anche in situazioni pacifiche siano stati generati contenziosi per il mancato pagamento dei dipendenti che nel frattempo si sono dimessi». Poi, ci sarebbe un ritardo nei pagamenti dal parte del Comune: «Ci è stato riferito, anche se ciò non può costituire una esimente, che il Comune di Pescara, pur avendo prorogato l’affidamento del servizio fino a fine mese, non stia versando quanto dovuto all’Asp», dice Blasioli, «approfondiremo la questione al fine di appurare i motivi di questo forte ritardo e la situazione del nuovo bando di gestione. Tuttavia, permangono criticità anche di altra natura, relative in particolar modo alle condizioni della struttura – che, piuttosto fatiscente, necessiterebbe di una generale riqualificazione o quantomeno interventi di ritinteggiatura, sanificazione, sostituzione degli infissi e sistemazione della zona cottura – e al servizio offerto». Il centro è chiamato a garantire interventi di accoglienza integrata: «Questo non significa fornire esclusivamente vitto e alloggio», dicono Blasioli e Di Stefano, «bensì favorire anche attività di accompagnamento sociale per favorire la conoscenza del territorio e l’accesso ai servizi locali, come l’assistenza socio-sanitaria, promuovere l’apprendimento e l’istruzione, facilitare quindi l’apprendimento della lingua italiana, l’istruzione degli adulti e garantire l’iscrizione a scuola dei minori in età di obbligo scolastico, accompagnare le persone lungo un percorso di riacquisizione dell’autonomia, integrando servizi volti all’inserimento socio-economico. Sarebbe utile sapere se a seguito della visita nel 2022 dell’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, al centro Sai di Pescara si siano registrati dei progressi in merito all’integrazione degli ospiti, soprattutto per quanto concerne il loro inserimento sociale e lavorativo».