Assistenza scolastica a rischio per cento ragazzi con disabilità

4 Giugno 2016

Sono 45 le educatrici della coop Polis che minacciano la protesta per non aver ricevuto garanzie lavorative

PESCARA. Le 45 educatrici scolastiche che affiancano gli studenti disabili delle scuole superiori di Pescara e provincia minacciano lo stato di agitazione e non escludono altre iniziative di protesta contro quello che definiscono «un clima di doppia incertezza».

L'appalto con la cooperativa Polis di Perugia per la gestione del servizio che coinvolge circa cento ragazzi con gravi disabilità psicofisiche e le loro famiglie scade questo mese. Fino a questo momento, le lavoratrici non hanno ricevuto rassicurazioni sul loro futuro e si dicono preoccupate, sia per i ritardi nell'aggiudicazione della gara, sia per gli sviluppi relativi alla richiesta della cassa integrazione guadagni in deroga per i mesi estivi. Per cercare di chiarire alcuni aspetti controversi della vicenda, lunedì prossimo, a mezzogiorno, è programmato un incontro in Regione tra l'assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Sclocco, i rappresentanti sindacali e le dirette interessate. Oggi le speranze delle 45 educatrici scolastiche di proseguire il servizio di assistenza specialistica sono affidate al prosieguo dell'appalto che, nei mesi scorsi, è passato dalle competenze del Comune a quello della Provincia. Il servizio è destinato ai ragazzi diversamente abili delle scuole superiori, in aggiunta alle ore di sostegno. Rappresenta quindi un supporto fondamentale per la didattica tradizionale e per tutte quelle lezioni che si svolgono fuori dai banchi di scuola.

«Siamo in duplice attesa», sottolinea Antonio Buttiglione, segretario regionale dell'Unione sindacale di base (Usb), «su due aspetti molto significativi del nostro futuro lavorativo. In particolare la domanda di cassa integrazione guadagni in deroga per i mesi estivi, inviata alla cooperativa Polis, la quale deve effettuare la richiesta, rimane di vitale importanza per garantire la continuità contributiva e di integrazione salariale. A oggi, non abbiamo avuto nessuna risposta». Un primo strappo tra la Polis e le educatrici si era verificato nei mesi scorsi quando l'Usb ha denunciato il tentativo di decurtare il 3 per cento dal loro stipendio lordo. Adesso Buttiglione ci tiene a precisare che negli anni «tutte le cooperative che si sono succedute nel servizio si sono sempre attivate affinché le lavoratrici potessero percepire la cassa integrazione».

«Nel caso in cui dovesse permanere questo clima di incertezza», prosegue Buttiglione, «proclameremo lo stato di agitazione sindacale, non escludendo iniziative di protesta per sensibilizzare una risposta positiva da parte della cooperativa Polis, in quanto questa richiesta non comporta oneri per la cooperativa».

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