Assistenza scolastica, tagli per 80 disabili

28 Settembre 2017

L’allarme della Cisl: «Diminuite del 30% le ore per l’integrazione dei ragazzi in situazione di handicap» 

PESCARA . Puntuale come ogni anno al suono della prima campanella, negli istituti superiori è rimbalzata la notizia di un taglio netto del servizio di assistenza scolastica specialistica.
Circa ottanta studenti del capoluogo adriatico, affetti da gravi disabilità psicofisiche, dall’11 settembre scorso si sono visti ridurre del 30 per cento le ore in compagnia degli educatori professionali. Questo servizio specialistico, svolto in aggiunta al sostegno per garantire il diritto allo studio dei ragazzi con fragilità e una piena integrazione con il resto della classe, come previsto dalla legge 104 del 1992, è attualmente garantito da 43 assistenti professionali inquadrate con la cooperativa Polis di Perugia.
Secondo quanto rende noto il rappresentante sindacale della Cisl Davide Frigelli che sta seguendo la vicenda, il Comune ha prorogato fino al 31 ottobre prossimo il vecchio contratto con la Polis. Ma, in attesa del nuovo bando di concorso valido per l’intero anno scolastico 2017/2018, a circa tre settimane dall’apertura delle scuole non sono ancora state assegnate tutte le ore per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap. A fronte di quanto richiesto dai dirigenti scolastici con i cosiddetti modelli Ras (Richiesta di personale di assistenza per l’autonomia e la comunicazione agli alunni disabili) a oggi si registra una diminuzione del 30 per cento della copertura totale del servizio rispetto allo scorso anno. Un problema analogo a quello registrato lo scorso anno, in seguito al passaggio di competenze tra la Provincia e il Comune di Pescara. Tra mille problemi e soltanto dopo le proteste accese di lavoratori e famiglie, l’assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino intervenne con uno stanziamento ulteriore di 50mila euro per riportare il monte orario del servizio a una media di 11 ore settimanali per ogni alunno.
Oggi, lamentano le famiglie, i contraccolpi per i circa 80 studenti con gravi disabilità delle scuole secondarie di secondo grado sono tantissimi: dall’impossibilità di prendere parte ai laboratori pomeridiani e alle altre attività curricolari fuori dai banchi di scuola, alle difficoltà di integrazione e comunicazione sia con i docenti sia con i compagni di classe, dalla diminuzione dell’autonomia scolastica fino alla violazione del diritto costituzionale allo studio.
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