Assolto per l’aggressione davanti al circolo Arci
Botte a due ragazzi a Pescara Vecchia, nessuna prova contro un giovane imputato Rinviato a giudizio un 26enne pescarese, che sarà processato a marzo del 2019
PESCARA. Si è chiusa davanti al giudice per le udienze preliminari, Antonella Di Carlo, con un'assoluzione e un rinvio a giudizio la vicenda dell'aggressione a sfondo neofascista ai danni di due giovani davanti allo Scumm, il circolo Arci di via delle Caserme, avvenuta nella notte tra il 20 e il 21 maggio dello scorso anno.
Nello specifico, il gup ha assolto «per non avere commesso il fatto» V.P.P., 25 anni, di Silvi, che è stato giudicato con il rito abbreviato, e ha rinviato a giudizio L.D.F., 26 anni, di Pescara, che ha scelto il rito ordinario. Il processo a carico di L.D.F. comincerà il 26 marzo prossimo.
Il 25enne di Silvi, difeso dall'avvocato Antonino Orsatti, è stato assolto perché non si è avuta la prova certa che fosse lui uno degli aggressori e che si trovasse lì nell'ora in cui sono avvenuti i fatti. Secondo l'accusa, i due avrebbero aggredito un ragazzo «con la motivazione», si legge nel capo di imputazione, «di essere fascisti e razzisti, allusiva al disconoscimento della libertà di frequentazione» della vittima «del circolo Arci Scumm (per identità culturale, dichiaratamente schierato contro l'omofobia e il razzismo), provocandogli gravi lesioni personali». Con l'aggravante «di avere agito per abietti e futili motivi». I due erano accusati anche di aver dato una testata e di avere percosso con calci e pugni un altro giovane. Nell'abitazione dei due imputati, che gravitavano nell'ambiente dell'estrema destra, la Digos trovò libri su Hitler, sui lager nazisti e su Mussolini. Nel corso delle indagini furono sottoposti dal gip all'obbligo di dimora e al divieto di allontanarsi dalle abitazioni. Pochi giorni fa, il 25enne è stato però riconosciuto non colpevole e le accuse a suo carico si sono dunque dissolte. Per quanto riguarda l'altro imputato, sarà invece il tribunale a stabilire se sia colpevole o no.
Marianna Ventura

